L’intelligenza artificiale pone una sfida regolatoria inedita: come sostenere l’innovazione senza indebolire la tutela dei diritti, della sicurezza, della protezione dei dati e dell’affidabilità dei sistemi? La risposta europea, contenuta nell’AI Act, non si limita a imporre obblighi e divieti. Prevede anche strumenti di accompagnamento all’innovazione, tra cui le sandbox regolatorie per l’intelligenza artificiale, cioè ambienti controllati nei quali sviluppare, testare e validare sistemi di IA innovativi sotto la supervisione delle autorità competenti.
La sandbox non è una zona franca rispetto alle regole. È, al contrario, uno spazio regolato nel quale imprese, pubbliche amministrazioni, centri di ricerca e altri soggetti possono sperimentare soluzioni di IA in condizioni definite, per un periodo limitato, sulla base di un piano concordato. Il suo valore consiste nel creare un dialogo anticipato tra innovatori e autorità pubbliche. Questo dialogo consente di individuare rischi, chiarire obblighi, verificare misure di mitigazione e produrre apprendimento regolatorio fondato su evidenze.
Nel quadro dell’AI Act, le sandbox rispondono a più obiettivi. Devono aumentare la certezza giuridica, sostenere la condivisione di buone pratiche tra autorità, favorire innovazione e competitività, contribuire all’apprendimento normativo e facilitare l’accesso al mercato europeo, in particolare per PMI e start-up. Questa impostazione è importante perché riconosce che la regolazione dell’IA non può essere solo prescrittiva. Deve anche essere adattiva, capace di apprendere dall’evoluzione tecnologica e dai casi concreti.
In Italia, il tema assume un rilievo specifico alla luce della Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, e dei successivi schemi di decreti attuativi approvati in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026. La governance nazionale individua nell’Agenzia per l’Italia Digitale e nell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale due soggetti centrali. AgID è chiamata a promuovere innovazione e sviluppo dell’IA e a svolgere funzioni connesse a notifica, valutazione, accreditamento e monitoraggio dei soggetti incaricati della conformità. ACN è responsabile dei profili di vigilanza, anche ispettiva e sanzionatoria, e dei profili di cybersicurezza.
In questo quadro, lo Spazio di sperimentazione italiano per l’IA rappresenta un banco di prova della capacità del Paese di costruire una governance non solo formale, ma effettiva. Il punto centrale non è istituire una sandbox sulla carta, ma renderla funzionante, accessibile e utile. Perché ciò avvenga, servono criteri chiari di accesso, procedure semplici, competenze interdisciplinari, tempi certi, capacità tecnica di supervisione, coordinamento tra autorità e risorse adeguate.
Uno dei nodi più delicati riguarda proprio le risorse. Una sandbox IA richiede personale con competenze giuridiche, tecnologiche, etiche, organizzative e settoriali. Non basta conoscere la norma. Occorre comprendere il funzionamento dei sistemi di IA, la qualità dei dati, la gestione del rischio, la cybersecurity, la documentazione tecnica, la valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali e le condizioni di messa in servizio. In assenza di risorse umane e finanziarie adeguate, il rischio è che lo spazio di sperimentazione resti uno strumento debole, incapace di accompagnare realmente imprese e pubbliche amministrazioni.
Un secondo nodo riguarda i dati personali. L’AI Act prevede, a condizioni rigorose, la possibilità di trattare nelle sandbox dati personali raccolti legittimamente per altri scopi, quando ciò sia necessario per sviluppare, addestrare e testare determinati sistemi di IA di rilevante interesse pubblico. Gli ambiti richiamati comprendono, tra gli altri, sanità pubblica, ambiente, energia, trasporti, infrastrutture critiche, pubblica amministrazione e servizi pubblici. Questa possibilità è però subordinata a garanzie precise: necessità del trattamento, isolamento dell’ambiente dati, monitoraggio dei rischi, misure tecniche e organizzative, cancellazione dei dati, tracciabilità e documentazione.
Il tema è particolarmente rilevante per la pubblica amministrazione. Molte applicazioni di IA potenzialmente utili per migliorare servizi pubblici, accessibilità, efficienza amministrativa e capacità decisionale richiedono dati di qualità e contesti sicuri di sperimentazione. La sandbox potrebbe diventare uno strumento per evitare due rischi opposti: da un lato l’immobilismo, prodotto dalla paura di violare norme complesse; dall’altro l’adozione disordinata di sistemi non adeguatamente valutati.
Un terzo aspetto riguarda il rapporto tra sandbox e competenze digitali. La sperimentazione regolata dell’IA non richiede soltanto tecnologie avanzate. Richiede competenze diffuse: nei decisori pubblici, nei tecnici, nei responsabili della protezione dei dati, nei dirigenti, nei professionisti, negli educatori e nei cittadini. Comprendere una sandbox significa comprendere che l’IA deve essere progettata, testata, documentata, sorvegliata e valutata lungo tutto il ciclo di vita. Questo implica AI literacy, data literacy, competenze di cybersecurity, cultura della conformità, capacità di valutare rischi e consapevolezza dei diritti fondamentali.
Per il mondo dell’educazione e della formazione, la sandbox IA offre anche un’importante indicazione culturale. Non basta insegnare a “usare” l’intelligenza artificiale. Occorre sviluppare la capacità di governarla: capire quali dati utilizza, quali rischi produce, quali responsabilità attiva, quali limiti deve rispettare e quali condizioni rendono legittimo il suo impiego. In questo senso, la regolazione diventa parte della competenza digitale avanzata.
La sandbox italiana potrà inoltre favorire cooperazione tra amministrazioni, università, centri di ricerca, PMI, start-up, organismi notificati, enti di normazione, poli europei dell’innovazione digitale e laboratori di sperimentazione. Se ben progettata, potrà contribuire alla creazione di un ecosistema nazionale dell’IA più maturo, capace di connettere innovazione, compliance, ricerca e interesse pubblico.
La sfida italiana è quindi duplice. Da un lato occorre sostenere l’innovazione, evitando che l’AI Act venga interpretato solo come un apparato burocratico. Dall’altro occorre garantire che la sperimentazione non riduca la tutela delle persone, dei dati e dei diritti fondamentali. La sandbox IA può contribuire a questo equilibrio, ma solo se sarà accompagnata da risorse, governance chiara, competenze specialistiche e una visione pubblica dell’innovazione. In gioco non c’è soltanto la competitività tecnologica del Paese, ma la capacità di costruire un’intelligenza artificiale conforme, sicura, verificabile e orientata al bene comune.
- Agenda Digitale – “Sandbox AI in Italia: regole, governance e nodi ancora aperti”, Stefano da Empoli, 12 giugno 2026.
https://www.agendadigitale.eu/industry-4-0/sandbox-ai-in-italia-regole-governance-e-nodi-ancora-aperti/ - Commissione europea – AI Act, quadro regolatorio europeo sull’intelligenza artificiale e timeline di applicazione.
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/regulatory-framework-ai - AI Act Service Desk – Article 57: AI regulatory sandboxes.
https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/en/ai-act/article-57 - AI Act Service Desk – Article 58: Detailed arrangements for, and functioning of, AI regulatory sandboxes.
https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/en/ai-act/article-58 - AI Act Service Desk – Article 59: Further processing of personal data for developing certain AI systems in the public interest in the AI regulatory sandbox.
https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/en/ai-act/article-59 - Gazzetta Ufficiale – Legge 23 settembre 2025, n. 132, “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg - Gazzetta Ufficiale – Articolo 20 della Legge 23 settembre 2025, n. 132: Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale.
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.codiceRedazionale=25G00143&art.dataPubblicazioneGazzetta=2025-09-25&art.flagTipoArticolo=0&art.idArticolo=20&art.idGruppo=3&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.progressivo=0&art.versione=1 - Governo italiano – Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 177, 10 giugno 2026.
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-177/32050 - AgID / Dipartimento per la trasformazione digitale – Convenzione triennale AgID-DTD 2026-2028, con riferimenti al ruolo di AgID e ACN in materia di IA e spazi di sperimentazione.
https://trasparenza.agid.gov.it/media/agid/file_archive/Documenti%20di%20programmazione%20strategico-gestionale/1b%29%20Conv._AgID-DTD_2026-2028_signed-signed.pdf - Commissione europea – “Digital Omnibus on AI Regulation Proposal”, 19 novembre 2025.
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/digital-omnibus-ai-regulation-proposal - Commissione europea – “EU agrees to simplify AI rules to boost innovation and ban ‘nudification’ apps to protect citizens”, 7 maggio 2026.
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/eu-agrees-simplify-ai-rules-boost-innovation-and-ban-nudification-apps-protect-citizens