BES


Perché parlare di Bisogni Educativi Speciali e di cittadinanza digitale insieme?

Esercitare la cittadinanza è contribuire in modo attivo al progresso di una comunità.
  • In che modo la scuola concorre a dare a tutti i membri della comunità una reale inclusione ed una concreta possibilità di partecipazione nella Società dell’Informazione e Comunicazione agli allievi con BES?
  • È possibile, per i soggetti con BES, esercitare in modo completa la propria cittadinanza se non possiedono strumenti o conoscenze sulle modalità per esprimere se stessi, al meglio, nella Società dell’Informazione e Comunicazione?
 I Media e la Rete offrono:
  • la possibilità di creare comunità a distanza in cui socializzare esperienze, condividere risorse,pianificare strategie;
  • l’opportunità di fornire informazioni sulla possibilità, offerte dalla normativa, circa la progettazione e realizzazione di percorsi formativi flessibili e personalizzati;
  • la socializzazione di mezzi, strumenti e buoni prassi tra coloro che si occupano di educazione e formazione.
Poter esercitare la cittadinanza digitale è garanzia di … maggiore conoscenza dei propri diritti/doveri.
I soggetti con BES, e coloro che si occupano della loro formazione ed educazione, possono essere informati in tempo reale su norme e strumenti.

Cosa si intende per Bisogni Educativi Speciali?

mappa BES
Quali sono gli strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali?
I principi che sono alla base del nostro modello di integrazione scolastica – assunto a punto di riferimento per le politiche di inclusione in Europa e non solo – hanno contribuito a fare del sistema di istruzione italiano un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione per tutti, sottolineandone gli aspetti inclusivi piuttosto che quelli selettivi. Forte di questa esperienza, il nostro Paese è ora in grado, passati più di trent’anni dalla legge n.517 del 1977, che diede avvio all’integrazione scolastica, di considerare le criticità emerse e di valutare, con maggiore cognizione, la necessità di ripensare alcuni aspetti dell’intero sistema.Roma, 27 dicembre 2012 – IL MINISTRO f.to FrancescoProfumo

I punti fondamentali

  • L’identificazione degli alunni con disabilità non avviene sulla base della eventuale certificazione.
  • Riferimento nel individuazione di allievi con BES è il  modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale.

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali:

  • per motivi fisici, biologici, fisiologici;
  • per motivi psicologici, sociali (tra cui anche  la no conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenente ad una diversa cultura).

Bisogni Educativi Speciali (BES)

L’area dello svantaggio scolastico è molto ampia, tutte le differenti problematiche non vengono, o possono, essere certificate ai sensi della legge 104/92, non dando conseguentemente diritto all’insegnante per il sostegno. La legge 170/2010 apre un diverso canale di cura educativa concretizzando la “presa in carico” dell’alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto, non solo dall’insegnante per il sostegno.

Quali alunni sono individuati portatori di Bisogni Educativi Speciali?

  • Alunni con disturbi specifici con competenze intellettive nella norma o anche elevate, che – per specifici problemi – possono incontrare difficoltà a Scuola, fra essi, vi sono gli alunni e studenti con DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento).
  • Alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività.
  • Alunni con potenziali intellettivi non ottimali, descritti generalmente con le espressioni di funzionamento cognitivo (intellettivo) limite (o borderline).

Quali strategie di intervento per i BES?

Emerge la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato che serva:

  • come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti;
  • come documentazione  delle strategie di intervento programmate.

Facciamo il punto su “Soggetti con DSA e istruzione”

La LEGGE dell’ 8 ottobre 2010 , n. 170 (pubblicata  sulla Gazzetta Ufficiale N. 244 del 18 Ottobre 2010) determina le  “nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito s
colastico”.
Essa si articola in nove
Articoli, esaminiamo insieme i primi sei :
Art. 1 Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.
Come la Legge definisce i DSA?
Si riconoscono la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimen
to (DSA) che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali e che possono costituire una limitazione per alcune attività della vita quotidiana.
Dislessia: disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, nella correttezza e nella rapidità della lettura.
Disgrafia: un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.
Disortografia: un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.
Discalculia: un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

DSA

Art. 2 Finalità
Qual è lo scopo della Legge?
Le finalità che la Legge si propone sono di:
  • garantire il diritto all’istruzione;
  • favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità;
  • ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
    adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti;
  • preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA;
  • favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;
    incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione;
  • assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.
Art. 3 Diagnosi
Chi effettua la diagnosi dei DSA?
La diagnosi dei DSA e’ effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale.
Come la scuola viene a conoscenza che un allievo/a ha un DSA?
E’ la famiglia che deve comunicare la diagnosi dei DSA alla scuola di appartenenza dello studente.
Se l’allievo mostrasse, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, persistenti difficoltà cosa accade?
La scuola trasmette un’ apposita comunicazione alla famiglia.
In casi sospetti di DSA degli studenti la scuola come deve agire?
E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali.

Art. 4 Formazione nella scuola
In che modo il personale docente è formato?
La legge recita “Per gli anni 2010 e 2011, nell’ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, e’ assicurata un’adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate”.
Art. 5 Misure educative e didattiche di supporto
Quali sono i diritti degli studenti con diagnosi di DSA?
Essi hanno diritto a fruire di:
  • provvedimenti dispensativi
  • provvedimenti compensativi
  • flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche garantiscono:
  • l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti,
  • l’introduzione di strumenti compensativicompresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
  • per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero;
  • adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari.
Art. 6 Misure per i familiari
Esistono forme di flessibilità per i familiari di studenti con DSA?
I familiari (fino al primo grado) di studenti del primo ciclo dell’istruzione con diagnosi di DSA che si impegnano nell’assistenza alle attività scolastiche a casa possono usufruire di orari di lavoro flessibili (a patto che questo non comporti nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica).

Allievi

Com’è strutturato un Piano Didattico Personalizzato per soggetti con DSA? 

Il Piano Didattico Personalizzato per i soggetti con DSA si struttura su cinque elementi fondamentali (diagnosi medico – specialistica, osservazione in classe, interventi pregressi e/o contemporanei al percorso scolastico, scolarizzazione pregressa, rapporti scuola-famiglia) che guideranno la progettazione didattica e l’individuazione  delle strategie metodologiche e didattiche, delle misure dispensative, degli strumenti compensativi, delle strategie e degli strumenti  utilizzati dall’alunno nello studio.
Non a caso nella predisposizione del Piano Didattico Personalizzato è chiesto di annotare, dunque considerare, la “storia educativa-formativa” del soggetto ed i rapporti con la famiglia dello stesso. Si sottolinea, in tal modo, l’importanza di progettare un intervento che si integri con le precedenti esperienze dell’allievo, con le occasioni formative (anche extrascolastiche di cui fruisce) e con l’intervento di sostegno-guida della famiglia.
La scuola, anche in questo caso, non è chiamata a fare “squadra a sè”, al contrario è richiamato il valore aggiunto che una progettazione didattica, effettuata in una logica di “sistema”, può portare alla crescita e maturazione dello soggetto con DSA.
Alla lettura e valorizzazione della diagnosi medico – specialistica è affiancata, con pari importanza, l’osservazione in classe condotta dai docenti. Essi sono chiamati ad osservare per progettare l’ambiente di apprendimento più rispondente ai bisogni dell’allievo.
Quali sono gli elementi presi in considerazione per inquadrare il “FUNZIONAMENTO DELLE ABILITÀ DI LETTURA, SCRITTURA E CALCOLO” ?
Per la Lettura gli elementi considerati sono:
  • Velocità
  • Correttezza
  • Comprensione
Per la Scrittura:
  • Grafia
  • Tipologia di errori
  • Produzione
Per il Calcolo:
  • Mentale
  • Per iscritto
A questo si aggiungono valutazioni inserite nella diagnosi medico-specialistica e/osservazioni in merito a:
  • Eventuali disturbi nell’area motorio-prassica
  • Ulteriori disturbi associati
  • Bilinguismo o italiano L2
  • Livello di autonomia
Essere educati alla cittadinanza digitale consente di beneficiare a pieno di strategie e strumenti tecnologici a sostegno del processo di apprendimento. 
Quali sono le strategie metodologiche e didattiche possibili?
  • Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce
  • Utilizzare schemi e mappe concettuali
  • Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini)
  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline
  • Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
  • Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali
  • Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale
  • Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento
  • Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari
  • Promuovere l’apprendimento collaborativo
Quali strategie l’alunno dovrebbe essere guidato a seguire nello studio? 
  • strategie utilizzate (sottolinea, identifica parole–chiave, costruisce schemi, tabelle o diagrammi)
  • modalità di affrontare il testo scritto (computer, schemi, correttore ortografico)
  • modalità di svolgimento del compito assegnato (è autonomo, necessita di azioni di supporto)
  • riscrittura di testi con modalità grafica diversa
  • usa strategie per ricordare (uso immagini, colori, riquadrature)
Quali strumenti compensativi possono essere adoperati?
  • formulari, sintesi, schemi, mappe concettuali delle unità di apprendimento
  • tabella delle misure e delle formule geometriche
  • computer con programma di videoscrittura, correttore ortografico; stampante e scanner
  • calcolatrice o computer con foglio di calcolo e stampante
  • registratore e risorse audio (sintesi vocale, audiolibri, libri digitali)
  • software didattici specifici
  • Computer con sintesi vocale
  • vocabolario multimediale
Gli alunni con DSA possono usufruire di strumenti compensativi che consentono loro di compensare le carenze funzionali determinate dal disturbo.
Lo studente, aiutato nella parte automatica della consegna, può concentrarsi sui compiti cognitivi. Questo consente e determina positive ripercussioni sulla velocità e sulla correttezza.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vIWnV4vln5A]
Quali strumenti lo studente dovrebbe impiegare nello studio? 
  • strumenti informatici (libro digitale, programmi per realizzare grafici)
  • fotocopie adattate
  • utilizzo del PC per scrivere
  • registrazioni
  • testi con immagini
  • software didattici
  • altro
Quali misure dispensative possono essere individuate?
  • la lettura ad alta voce
  • la scrittura sotto dettatura
  • prendere appunti
  • copiare dalla lavagna
  • il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti
  • la quantità eccessiva dei compiti a casa
  • l’effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati
  • lo studio mnemonico di formule, tabelle, definizioni
  • sostituzione della scrittura con linguaggio verbale e/o iconografico
In che modo vanno pianificati e condotti gli interventi di valutazione?
  • Programmare e concordare con l’alunno le verifiche
  • Prevedere verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per la lingua straniera)
  • Valutazioni più attente alle conoscenze e alle competenze di analisi, sintesi e collegamento piuttosto che alla correttezza formale
  • Far usare strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali (mappe concettuali, mappe cognitive)
  • Introdurre prove informatizzate
  • Programmare tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove
  • Pianificare prove di valutazione formativa
Questo approccio è valido anche per interventi di valutazione nell’ambito degli esami conclusivi dei cicli?
Si.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Zo_R-vcLU7Y?list=UUBo2hSV8yL2ylmvBtVXceuw&hl=it_IT]
Approfondimenti
Strumenti gratuiti per la didattica
Organizzazioni

Lascia un commento