{"id":4305,"date":"2026-06-25T11:18:47","date_gmt":"2026-06-25T09:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=4305"},"modified":"2026-06-25T11:18:47","modified_gmt":"2026-06-25T09:18:47","slug":"educare-allintelligenza-artificiale-il-quadro-ailit-di-commissione-europea-e-ocse-per-la-scuola-primaria-e-secondaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=4305","title":{"rendered":"Educare all&#8217;intelligenza artificiale: il Quadro AILit di Commissione europea e OCSE per la scuola primaria e secondaria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblicato a giugno 2026, il quadro &#8220;Empowering Learners for the Age of AI&#8221; propone un linguaggio comune e un&#8217;architettura di competenze per portare l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA dentro le aule, dalla primaria alla secondaria. Non \u00e8 vincolante, ma \u00e8 destinato a orientare standard, materiali e politiche in Europa e oltre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 il Quadro AILit<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Empowering Learners for the Age of AI: An AI Literacy Framework for Primary and Secondary Education<\/em> (in breve, <strong>AILit Framework<\/strong>) \u00e8 un&#8217;iniziativa congiunta della <strong>Commissione europea<\/strong> e dell&#8217;<strong>OCSE<\/strong>, sviluppata con il supporto di <strong>CodeAI<\/strong> (gi\u00e0 Code.org), della comunit\u00e0 <strong>TeachAI<\/strong> e di un gruppo internazionale di esperti. Il documento alimenta inoltre il dominio innovativo dell&#8217;indagine <strong>PISA 2029<\/strong>, dedicato alla <em>Media and Artificial Intelligence Literacy<\/em> (MAIL).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un testo recente: la versione di pubblicazione \u00e8 stata approvata e declassificata dal <em>PISA Governing Board<\/em> l&#8217;8 aprile 2026 e diffusa nel 2026 da OECD Publishing (Parigi) con licenza <strong>Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)<\/strong>, che ne consente liberamente l&#8217;uso, la traduzione e l&#8217;adattamento con obbligo di attribuzione. \u00c8 disponibile in inglese, francese e tedesco sul sito ufficiale (al momento non in italiano), insieme al PDF integrale, a un <em>framework interattivo<\/em> navigabile, a esempi di lezione, a un blog e a webinar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due precisazioni di status sono importanti per chi opera nelle scuole. Primo, il quadro \u00e8 <strong>non vincolante<\/strong>: \u00e8 uno strumento di supporto per insegnanti, dirigenti e autorit\u00e0 educative, non un atto regolatorio. Secondo, non fornisce indicazioni sull&#8217;applicazione del <strong>Regolamento (UE) 2024\/1689 (AI Act)<\/strong>, pur richiamandone l&#8217;approccio antropocentrico e basato sul rischio e l&#8217;obbligo, introdotto dall&#8217;articolo 4, di promuovere l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 serve: i dati sull&#8217;uso dell&#8217;IA fra i pi\u00f9 giovani<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro parte da un dato di realt\u00e0: per molti adolescenti l&#8217;IA non \u00e8 pi\u00f9 qualcosa di futuribile, ma una presenza quotidiana. Un&#8217;indagine del 2025 su oltre 7.000 adolescenti di sette Paesi europei (Italia inclusa) rileva che l&#8217;<strong>88% dei pi\u00f9 giovani (13-15 anni)<\/strong> e il <strong>96% dei pi\u00f9 grandi (16-18 anni)<\/strong> ha utilizzato strumenti di IA nell&#8217;ultimo anno, e che la maggioranza vi ricorre pi\u00f9 volte a settimana per attivit\u00e0 di studio e creative (Google &amp; Livity, <em>The Future Report<\/em>, 2025). Eurostat segnala che i 16-24enni ricorrono all&#8217;IA generativa quasi il doppio della popolazione generale (Eurostat, 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa diffusione si accompagnano rischi concreti, che il quadro non minimizza: disinformazione e contenuti inappropriati, bias e stereotipi, questioni di privacy e impronta digitale. Particolarmente delicato \u00e8 l&#8217;uso dei cosiddetti &#8220;compagni&#8221; di IA: secondo Common Sense Media, il 72% degli adolescenti statunitensi intervistati li ha utilizzati, talvolta preferendoli a un interlocutore umano o condividendo informazioni personali (Robb &amp; Mann, 2025). Il documento richiama inoltre evidenze sulla relazione fra uso degli strumenti di IA e indebolimento del pensiero critico (Gerlich, 2025) e sul rischio di &#8220;pigrizia metacognitiva&#8221; (Fan et al., 2025), per concludere che senza una guida adeguata gli studenti possono affidarsi all&#8217;IA in modi che riducono riflessione, perseveranza e ragionamento autonomo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La definizione di alfabetizzazione all&#8217;IA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro definisce l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA come l&#8217;insieme di <strong>conoscenze tecniche, competenze durevoli e atteggiamenti orientati al futuro<\/strong> necessari per prosperare in un mondo influenzato dall&#8217;IA: capacit\u00e0 di interagire con l&#8217;IA, creare con essa, gestirla e contribuire a plasmarla, valutandone in modo critico benefici, rischi e implicazioni etiche. La definizione si innesta su quelle dell&#8217;AI Act (2024), dell&#8217;OCSE (2024) e dell&#8217;UNESCO (Miao &amp; Cukurova, 2024; Miao et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Centrale \u00e8 una distinzione che ha valore operativo: <strong>l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA non coincide con l&#8217;uso degli strumenti di IA<\/strong>. Usare un chatbot non sviluppa automaticamente comprensione critica; viceversa, le conoscenze sul funzionamento dei sistemi possono condurre a un uso pi\u00f9 creativo, inclusivo ed etico. \u00c8 una premessa che dovrebbe orientare il modo in cui si progettano attivit\u00e0 e valutazioni, evitando di confondere la familiarit\u00e0 d&#8217;uso con la competenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;architettura: conoscenze, abilit\u00e0 e atteggiamenti, poi le competenze<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro poggia su tre fondamenta \u2014 <strong>Conoscenze, Abilit\u00e0, Atteggiamenti<\/strong> \u2014 da cui derivano le <strong>Competenze<\/strong>, accompagnate da <strong>Aspettative di apprendimento<\/strong> e <strong>Scenari didattici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <strong>Conoscenze<\/strong> sono organizzate in quattro aree (La natura dell&#8217;IA; L&#8217;IA riflette scelte e prospettive umane; Capacit\u00e0 e limiti dell&#8217;IA; Il ruolo dell&#8217;IA nella societ\u00e0), articolate in enunciati puntuali e referenziati. Le <strong>Abilit\u00e0<\/strong> sono sette competenze umane riportate al contesto dell&#8217;IA: pensiero critico, collaborazione, creativit\u00e0, problem solving, pensiero computazionale, comunicazione, consapevolezza di s\u00e9 e sociale. Gli <strong>Atteggiamenti<\/strong> sono sei disposizioni mentali: riflessivo, responsabile, curioso, innovativo, adattabile, empatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni Competenza combina elementi di queste tre dimensioni. Le <strong>Aspettative di apprendimento<\/strong> declinano ciascuna competenza su tre livelli di progressione \u2014 <em>Basic, Intermediate, Advanced<\/em> \u2014 che, ed \u00e8 una scelta metodologicamente significativa, <strong>non sono ancorati a et\u00e0 o classi specifiche<\/strong>: fungono da impalcatura affinch\u00e9 i docenti costruiscano le proprie rubriche e incontrino gli studenti al loro effettivo punto di partenza. Gli <strong>Scenari didattici<\/strong> (&#8220;In the Classroom&#8221;) forniscono esempi concreti, adattabili al contesto, alle linee guida e alla normativa locale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro domini<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le competenze si raggruppano in quattro domini, presentati in sequenza per suggerire un possibile percorso di apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Engage with AI<\/strong> \u2014 <em>Diventare un partecipante critico e responsabile in un mondo segnato dall&#8217;IA.<\/em> \u00c8 il dominio fondante (sette competenze): riconoscere l&#8217;IA nei diversi contesti, descriverne il funzionamento senza antropomorfismi, valutare gli output, esaminare i sistemi predittivi, considerare consumi energetici e di risorse, riconoscere l&#8217;amplificazione dei bias, analizzare l&#8217;allineamento a principi etici e valori umani.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Create with AI<\/strong> \u2014 <em>Usare l&#8217;IA come partner creativo mantenendo l&#8217;agentivit\u00e0 umana<\/em> (quattro competenze): esplorare nuove prospettive a partire da idee proprie, visualizzare e prototipare, dirigere i sistemi generativi per ottenere feedback, analizzare come l&#8217;IA possa tutelare o violare autenticit\u00e0 e propriet\u00e0 intellettuale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Manage AI<\/strong> \u2014 <em>Dividere il lavoro intenzionalmente fra esseri umani e IA<\/em> (quattro competenze): decidere se usare l&#8217;IA in base alla natura del compito, scegliere l&#8217;approccio pi\u00f9 adatto, scomporre il problema per stabilire quando automatizzare o potenziare, monitorare e valutare l&#8217;uso lungo l&#8217;intero processo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Shape AI<\/strong> \u2014 <em>Migliorare i sistemi di IA perch\u00e9 riflettano i valori umani<\/em> (quattro competenze). \u00c8 il dominio culminante e pi\u00f9 tecnico: indagare finalit\u00e0, destinatari e limiti di un sistema; valutarlo con criteri e casi di test; progettare tenendo conto di dati e flussi informativi; migliorarlo per il benessere e il bene comune.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I domini <em>Create<\/em> e <em>Manage<\/em> procedono in parallelo dopo l&#8217;acquisizione delle basi di <em>Engage<\/em>, mentre <em>Shape<\/em> presuppone le competenze dei tre precedenti e pu\u00f2 richiedere collaborazioni con l&#8217;informatica e con partner del territorio. Obiettivo dichiarato non \u00e8 formare sviluppatori, ma trasformare gli studenti da consumatori passivi in <strong>creatori responsabili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;etica come dimensione trasversale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scelta di impianto distingue l&#8217;AILit Framework: <strong>l&#8217;etica  \u00e8 intrecciata a tutti i materiali, perch\u00e9 i sistemi di IA incorporano scelte e prospettive umane non separabili dalla loro comprensione tecnica. <\/strong>I principi guida includono agentivit\u00e0 dell&#8217;apprendente; trasparenza e spiegabilit\u00e0; responsabilit\u00e0 (uso equo, inclusivo, accountabile); tutela della privacy; <strong>sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong>; e indagine continua su chi trae beneficio e chi \u00e8 svantaggiato dall&#8217;uso dell&#8217;IA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due temi emergono con particolare forza nella versione finale, recependo il feedback degli stakeholder. Il primo \u00e8 l&#8217;<strong>impatto ambientale<\/strong>: il quadro chiede esplicitamente di soppesare il costo in energia, materiali e acqua dei sistemi di IA rispetto alla loro reale utilit\u00e0 per il compito (&#8220;esiste un&#8217;alternativa pi\u00f9 sostenibile?&#8221;). Il secondo \u00e8 il <strong>benessere mentale ed emotivo<\/strong> dei pi\u00f9 giovani, con il richiamo esplicito al fatto che l&#8217;IA non \u00e8 umana e non va trattata come tale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo decisivo di insegnanti e sistemi educativi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro insiste sul fatto che l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA \u00e8 una <strong>responsabilit\u00e0 condivisa<\/strong> fra docenti, dirigenti, decisori politici, progettisti della formazione e famiglie. Ma il dato che meglio fotografa la sfida riguarda i docenti. Da un lato, l&#8217;81% dei cittadini europei ritiene che tutti gli insegnanti dovrebbero possedere competenze per usare e comprendere l&#8217;IA, inclusa quella generativa (Eurobarometro Flash, 2025); il 63% concorda che entro il 2030 tutti dovranno essere alfabetizzati all&#8217;IA. Dall&#8217;altro, l&#8217;indagine <strong><a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/2025\/10\/results-from-talis-2024_28fbde1d.html\">TALIS 2024<\/a><\/strong> rileva che solo un docente su tre usa l&#8217;IA e tre su quattro dichiarano di non avere conoscenze e competenze sufficienti per insegnare con l&#8217;IA; circa il 40% ha ricevuto formazione sull&#8217;IA nel 2024 (OCSE, 2025b).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui un&#8217;indicazione netta: investire nello sviluppo professionale, non solo sull&#8217;uso degli strumenti ma sulle metodologie didattiche, sulla riflessione etica e sull&#8217;agentivit\u00e0 degli studenti, preservando l&#8217;autonomia professionale dei docenti. La finalit\u00e0 dell&#8217;educazione, ricorda il testo, \u00e8 pi\u00f9 ampia del semplice risparmio di tempo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rapporto con gli altri quadri europei e internazionali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi lavora con i framework di competenza digitale, l&#8217;AILit Framework \u00e8 esplicitamente collocato in un ecosistema. Complementa le <strong>Linee guida etiche aggiornate 2026<\/strong> sull&#8217;uso dell&#8217;IA e dei dati nell&#8217;insegnamento per gli educatori, <strong>DigComp 3.0<\/strong> (Cosgrove &amp; Cachia, 2025) e l&#8217;imminente aggiornamento di <strong>DigCompEdu<\/strong> (Redecker, 2017); risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 2023 e si inserisce nel <em>Digital Education Action Plan 2021-2027<\/em> e nella <em>Union of Skills<\/em>, in attesa della <em>2030 Roadmap<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano contenutistico, dichiara di costruire su quadri preesistenti: il <em>Digital Competences Framework<\/em>, i <em>AI Competency Frameworks<\/em> UNESCO per studenti e docenti, il <em>Digital Promise AI Literacy Framework<\/em>, i <em>5 Big Ideas in AI<\/em> di AI4K12, il quadro ETS per la scuola K-12 e l&#8217;<em>aiEDU AI Readiness Framework<\/em>. L&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA \u00e8 presentata come confluenza di etica, informatica, media e digital literacy, data science, scienze sociali e design thinking. Rispetto a <strong>PISA 2029 MAIL<\/strong>, l&#8217;AILit Framework adotta un taglio pi\u00f9 mirato e AI-specifico, mentre MAIL allarga lo sguardo alla media literacy e fornisce indicazioni pi\u00f9 dettagliate sulle strategie di misurazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un quadro rivisto attraverso una consultazione internazionale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La versione attuale non nasce a tavolino. Dopo la pubblicazione di una bozza nel maggio 2025, una consultazione (maggio-ottobre 2025) ha raccolto i contributi di <strong>oltre 2.000 persone in pi\u00f9 di 100 Paesi<\/strong>, tramite un&#8217;indagine online e una serie di focus group; fra i rispondenti, il 41% erano insegnanti. La revisione ha rafforzato cinque temi emersi dal confronto: metacognizione e autoregolazione; agentivit\u00e0 degli studenti; capacit\u00e0 di discernimento (con maggiore &#8220;sano scetticismo&#8221; verso l&#8217;IA); costo ambientale; livelli di progressione e implementazione realistica. I principi di sviluppo dichiarati \u2014 fondazionale, pratico, interdisciplinare, durevole, globale, illustrativo \u2014 riassumono l&#8217;intento: competenze che restino rilevanti man mano che l&#8217;IA evolve, al di l\u00e0 dei singoli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Risorse disponibili sul sito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre al PDF, il sito ufficiale offre un <strong>framework interattivo<\/strong> che consente di filtrare le competenze per contesto ed esplorarne progressioni, applicazioni in aula e relative conoscenze\/abilit\u00e0\/atteggiamenti (per ora solo in inglese); due <strong>esemplari<\/strong> di percorso (&#8220;AI for Oceans&#8221; e &#8220;AI for Science Communication&#8221;); un <strong>blog<\/strong> e una sezione <strong>webinar<\/strong>. Nell&#8217;allegato del quadro si fa inoltre riferimento a un <em>Facilitation Toolkit<\/em> per condurre consultazioni e focus group.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni per il contesto italiano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trattandosi di un quadro non vincolante e pensato per essere adattato, l&#8217;AILit Framework si presta a integrarsi con gli strumenti gi\u00e0 in uso nella scuola italiana. La scelta di progressioni svincolate da et\u00e0 e classi \u00e8 coerente con un approccio per competenze e offre una base utile per costruire <strong>rubriche e strumenti di valutazione<\/strong> dell&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA, sia per gli studenti sia, in prospettiva, per i docenti. La trasversalit\u00e0 dell&#8217;etica e l&#8217;attenzione al benessere e alla sostenibilit\u00e0 dialogano con i percorsi di cittadinanza digitale e con i riferimenti normativi nazionali. L&#8217;assenza, al momento, di una versione italiana sul sito rappresenta peraltro uno spazio concreto di lavoro per chi opera sull&#8217;allineamento fra quadri europei e curricoli nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;AILit Framework propone un linguaggio condiviso e un&#8217;impalcatura adattabile per affrontare una domanda che il documento stesso pone come centrale: <strong>non solo che cosa l&#8217;IA pu\u00f2 fare, ma che cosa dovrebbe fare e a chi serve.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-ailit-framework wp-block-embed-ailit-framework\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"FrHMcV7UBp\"><a href=\"https:\/\/ailiteracyframework.org\/\">Home<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cHome\u201d \u2014 AILit Framework\" src=\"https:\/\/ailiteracyframework.org\/embed\/#?secret=LzG1D3xNuR#?secret=FrHMcV7UBp\" data-secret=\"FrHMcV7UBp\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot-2026-06-25-alle-09.49.54.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"589\" height=\"846\" src=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot-2026-06-25-alle-09.49.54.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4306\" srcset=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot-2026-06-25-alle-09.49.54.png 589w, https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Screenshot-2026-06-25-alle-09.49.54-209x300.png 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato a giugno 2026, il quadro &#8220;Empowering Learners for the Age of AI&#8221; propone un linguaggio comune e un&#8217;architettura di competenze per portare l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;IA dentro le aule, dalla primaria alla secondaria. 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