{"id":4180,"date":"2025-07-25T10:13:02","date_gmt":"2025-07-25T08:13:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=4180"},"modified":"2025-07-25T10:14:38","modified_gmt":"2025-07-25T08:14:38","slug":"potenziare-il-pensiero-critico-attraverso-i-chatbot-contrastare-la-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=4180","title":{"rendered":"Potenziare il pensiero critico attraverso i chatbot: contrastare la disinformazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Nell\u2019attuale ecosistema digitale, in cui i contenuti si diffondono rapidamente e senza filtri, il <strong>contrasto alla disinformazione rappresenta una priorit\u00e0 educativa imprescindibile<\/strong>. I chatbot basati su intelligenza artificiale generativa \u2013 come ChatGPT \u2013 possono offrire un supporto significativo sia agli studenti sia ai docenti. La pratica qui descritta propone un modello di utilizzo consapevole e didatticamente mirato di chatbot personalizzati per potenziare nei ragazzi e nelle ragazze dai 16 anni in su la capacit\u00e0 di r<strong>iconoscere, analizzare e contrastare la disinformazione su larga scala.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La disinformazione \u00e8 l\u2019insieme di contenuti falsi, ingannevoli o manipolati che vengono diffusi intenzionalmente con lo scopo di fuorviare, confondere o influenzare l\u2019opinione pubblica.<\/strong> A differenza della <em>misinformazione<\/em> (informazione errata diffusa in buona fede), la disinformazione comporta un intento deliberato a deformare la realt\u00e0 per ottenere un vantaggio, suscitare emozioni forti, danneggiare individui o gruppi, oppure orientare decisioni politiche, sociali o economiche. Pu\u00f2 assumere forme diverse: notizie completamente inventate, immagini fuori contesto, titoli fuorvianti, manipolazioni di dati statistici, video ritoccati (come i <em>deepfake<\/em>), oppure narrazioni che combinano elementi veri con informazioni distorte. La sua efficacia si basa sulla velocit\u00e0 con cui si diffonde nei social media, sulla mancanza di alfabetizzazione mediatica e sull\u2019utilizzo di tecniche persuasive che fanno leva su emozioni come la paura, la rabbia o il senso di appartenenza. Nel contesto educativo e civico, <strong>riconoscere e contrastare la disinformazione significa sviluppare competenze critiche, capacit\u00e0 di verifica delle fonti e una consapevolezza attiva del proprio ruolo nell\u2019ecosistema informativo digitale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contesto didattico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 si colloca all\u2019interno di percorsi dedicati all\u2019<strong>educazione civica digitale<\/strong>, alla <strong>media literacy<\/strong> e allo sviluppo del <strong>pensiero critico<\/strong>, ed \u00e8 rivolta agli studenti del secondo biennio e dell\u2019ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Essa persegue un duplice obiettivo: da un lato, offrire agli studenti l\u2019opportunit\u00e0 di <strong>interagire attivamente con chatbot basati sull\u2019intelligenza artificiale generativa appositamente addestrati<\/strong> per individuare e smontare narrazioni distorte o manipolatorie; dall\u2019altro, coinvolgere i docenti in un processo di <strong>progettazione condivisa e personalizzazione degli strumenti conversazionali<\/strong>, affinch\u00e9 siano coerenti con le esigenze formative e i livelli di competenza del proprio contesto classe.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Integrare i chatbot nell\u2019attivit\u00e0 didattica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inserimento dei <strong>chatbot personalizzati basati su intelligenza artificiale<\/strong> nei percorsi educativi rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 strategica per rinnovare le pratiche didattiche e sostenere lo sviluppo di competenze critiche trasversali. In particolare, nel campo dell\u2019educazione alla cittadinanza digitale e dell\u2019alfabetizzazione mediatica, questi strumenti consentono di promuovere l\u2019<strong>apprendimento attivo<\/strong>, l\u2019<strong>autonomia cognitiva<\/strong> e l\u2019<strong>interazione ragionata con contenuti informativi complessi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019integrazione dei chatbot pu\u00f2 avvenire in <strong>contesti scolastici fisici o digitali<\/strong>, attraverso ambienti strutturati come piattaforme di gestione dell\u2019apprendimento o spazi collaborativi online. L\u2019adozione di questi strumenti non implica la sostituzione del docente, ma il rafforzamento della sua funzione di guida pedagogica, favorendo una didattica pi\u00f9 flessibile, personalizzabile e centrata sullo sviluppo del pensiero critico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I chatbot possono essere impiegati con finalit\u00e0 formative differenziate e in diverse fasi del processo di apprendimento: nella fase iniziale, per attivare il confronto e stimolare la curiosit\u00e0; durante lo svolgimento delle attivit\u00e0, per supportare la ricerca, orientare l\u2019analisi e sostenere il dialogo tra pari; nella fase finale, per incoraggiare la riflessione metacognitiva e la valutazione critica del proprio percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le modalit\u00e0 di impiego didattico dei chatbot possono articolarsi secondo quattro principali approcci operativi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Simulazioni interattive<\/strong>: i chatbot interagiscono con gli studenti simulando situazioni comunicative complesse, che richiedono la decodifica di contenuti informativi ambigui, parziali o fuorvianti. Tali interazioni sollecitano la capacit\u00e0 di identificare elementi problematici nei messaggi, di individuare segnali di manipolazione e di valutare la coerenza logica e argomentativa delle affermazioni presentate.<br \/><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Percorsi guidati di verifica delle fonti<\/strong>: i chatbot possono condurre gli studenti attraverso sequenze strutturate di interrogazione, analisi e validazione di fonti informative, stimolando un approccio metodico e consapevole alla ricerca delle evidenze. In tal modo si consolidano le capacit\u00e0 di riconoscere la qualit\u00e0 dell\u2019informazione, valutare l\u2019affidabilit\u00e0 delle fonti e documentare il processo di verifica.<br \/><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Discussioni argomentative<\/strong>: i chatbot possono essere configurati per assumere ruoli dialettici e favorire l\u2019interazione critica. Gli studenti, sollecitati a confrontarsi con opinioni divergenti o affermazioni problematiche, sono chiamati a esercitare la propria capacit\u00e0 argomentativa, sostenendo le proprie posizioni con dati, fonti e ragionamenti coerenti, in un contesto di confronto rispettoso e documentato.<br \/><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Laboratori sui meccanismi cognitivi<\/strong>: attraverso conversazioni strutturate, i chatbot possono accompagnare gli studenti nell\u2019esplorazione dei propri processi decisionali e delle modalit\u00e0 con cui interpretano e selezionano le informazioni. Questo tipo di attivit\u00e0 promuove la consapevolezza dei bias cognitivi, l\u2019analisi delle dinamiche di influenza emotiva o sociale, e lo sviluppo di strategie per gestire in modo riflessivo l\u2019interazione con i contenuti digitali.<br \/><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019efficacia dell\u2019integrazione dei chatbot dipende dalla <strong>chiarezza degli obiettivi educativi<\/strong>, dalla <strong>qualit\u00e0 delle fonti utilizzate per addestrarli<\/strong>, dalla <strong>coerenza delle istruzioni impartite al sistema<\/strong>, e dalla capacit\u00e0 del docente di gestire in modo attivo l\u2019interazione tra studenti e tecnologia. \u00c8 fondamentale che l\u2019uso dei chatbot sia accompagnato da attivit\u00e0 di discussione, documentazione e riflessione collettiva, in modo da evitare forme di delega acritica alla macchina e valorizzare, invece, il pensiero autonomo e l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 nell\u2019elaborazione delle conoscenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alle funzionalit\u00e0 offerte da piattaforme come <strong>ChatGPT di OpenAI<\/strong><strong> e Brisk Teaching<\/strong>, i docenti hanno oggi la possibilit\u00e0 di <strong>creare chatbot personalizzati progettati per supportare specifici obiettivi educativ<\/strong>i (in questo caso il contrasto alla disinformazione). Questi chatbot non si limitano a fornire risposte generiche, ma vengono configurati direttamente dal docente per riflettere contenuti, fonti, ruoli e strategie didattiche coerenti con il tema da trattare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il processo di personalizzazione non richiede al docente di scrivere codice o di disporre di competenze di programmazione avanzata<\/strong>. Il docente agisce come \u201ccuratore pedagogico\u201d del chatbot, scegliendo cosa far dire, come, a chi e con quale finalit\u00e0 formativa, trasformando cos\u00ec l\u2019intelligenza artificiale generativa in uno strumento educativo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong><em>Simulazioni guidate con chatbot: allenarsi a smascherare la disinformazione<\/em><\/strong><br \/><br \/>Descrizione: Gli studenti interagiscono con un chatbot che presenta contenuti ambigui, controversi o sospettati di essere manipolati. L\u2019obiettivo \u00e8 sviluppare la capacit\u00e0 di analizzare criticamente le affermazioni, verificare la coerenza delle fonti e giustificare il proprio giudizio sulla veridicit\u00e0 delle informazioni.Indicazioni operative:&nbsp;Il docente configura il chatbot con prompt come: \u201cPresenta allo studente un articolo online che contiene informazioni fuorvianti sulla sicurezza dei vaccini\u201d.Gli studenti lavorano individualmente o a coppie, rispondendo al chatbot, annotando dubbi, e segnalando elementi sospetti (es. uso eccessivo di emozioni, dati senza fonte, titoli clickbait).In plenaria, si condividono le strategie adottate per individuare la disinformazione e si confrontano i risultati.<br \/><br \/><strong><em>Laboratori di fact-checking assistiti: il chatbot come tutor digitale<\/em><\/strong>A partire da prompt mirati, il chatbot guida gli studenti in un processo di verifica strutturato, insegnando a distinguere tra informazioni fondate, opinioni personali, interpretazioni arbitrarie e contenuti intenzionalmente manipolati.Indicazioni operative:Il docente propone una notizia controversa o una narrazione diffusa sui social (es. \u201cIl cambiamento climatico \u00e8 una bufala creata per motivi politici\u201d).Gli studenti pongono domande al chatbot per verificarne l\u2019attendibilit\u00e0, utilizzando formule come: \u201cQuali fonti supportano questa affermazione?\u201d, \u201cQuesta informazione \u00e8 coerente con i dati ufficiali?\u201d.Il chatbot fornisce risposte supportate da link a fonti affidabili, suggerisce motori di ricerca per fact-checking e invita alla verifica incrociata.Il laboratorio si conclude con una scheda di riflessione in cui lo studente sintetizza il percorso compiuto e indica tre criteri per riconoscere la disinformazione in futuro.<br \/><br \/><strong>Discussioni argomentative simulate: il chatbot come interlocutore provocatorio<\/strong>Il chatbot assume il ruolo di un personaggio con una posizione controversa su un tema d\u2019attualit\u00e0 (es. immigrazione, transizione ecologica, intelligenza artificiale). Gli studenti devono controargomentare in modo critico, citando dati verificabili e fonti attendibili.Indicazioni operative:Il docente imposta il chatbot con un ruolo preciso: \u201cDifendi la posizione secondo cui la Terra \u00e8 piatta, utilizzando argomentazioni retoriche comuni ma ingannevoli\u201d.Lo studente \u00e8 chiamato a confutare le tesi proposte, utilizzando fonti come l\u2019ESA, la NASA, l\u2019Enciclopedia Treccani o articoli accademici.L\u2019attivit\u00e0 pu\u00f2 svolgersi come dibattito a squadre, con il chatbot come arbitro che valuta coerenza, efficacia argomentativa e uso delle fonti.<br \/><br \/><strong><em>Percorsi personalizzati e multidisciplinari: adattare i chatbot al contesto scolastico<\/em><\/strong>A seconda del livello scolastico, della disciplina insegnata o dell\u2019indirizzo dell\u2019istituto, il chatbot pu\u00f2 essere programmato per affrontare la disinformazione da prospettive diverse: linguistica, psicologica, giuridica, scientifica.Indicazioni operative:In un liceo linguistico, il chatbot analizza il linguaggio delle fake news in pi\u00f9 lingue, confrontando toni, lessico e struttura retorica.In un istituto tecnico, il chatbot propone casi di disinformazione tecnologica o ambientale, e guida l\u2019analisi dei dati.In un liceo delle scienze umane, il chatbot accompagna gli studenti in un\u2019analisi degli effetti psicologici della paura indotta dalla disinformazione e del ruolo dei bias cognitivi.Gli studenti possono scegliere un \u201cpercorso tematico\u201d e lavorare in piccoli gruppi su uno scenario differente. Il docente pu\u00f2 poi proporre una restituzione collettiva con materiali multimediali, articoli di approfondimento o presentazioni orali.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019utilizzo dei chatbot personalizzati per attivit\u00e0 educative sul tema della disinformazione non \u00e8 un semplice esercizio di tecnologia applicata. Si tratta, piuttosto, di ridefinire la <strong>relazione tra docente, contenuto e studente, introducendo un mediatore che stimola il ragionamento, pone domande scomode, fornisce stimoli e propone verifiche in tempo reale<\/strong>. Tuttavia occere ricordare che questi strumenti non sono infallibili. Occorre formare gli studenti e le studentesse anche alla <em>metacognizione digitale<\/em>, ovvero alla capacit\u00e0 di <strong>interrogarsi sull\u2019affidabilit\u00e0 e sui limiti delle risposte generate dai chatbot<\/strong>. \u00c8 compito del docente supervisionare l\u2019esperienza, selezionare con cura i dati da inserire nei GPT, guidare il confronto tra risposte automatiche e pensiero critico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 fondamentale che il docente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Svolga un ruolo attivo di regia pedagogica<\/strong>, monitorando le interazioni e integrando i contributi dei chatbot con approfondimenti, chiarimenti e discussioni in presenza.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Guardi con consapevolezza ai limiti della tecnologia<\/strong>, mettendo in guardia gli studenti dall\u2019uso acritico delle risposte automatiche.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stimoli la riflessione metacognitiva<\/strong>, ad esempio chiedendo agli studenti: \u201cTi fideresti ciecamente di questa risposta?\u201d, \u201cCome verificheresti un\u2019informazione, anche se fornita dal chatbot?\u201d, \u201cHai trovato incongruenze o omissioni?\u201d<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Esempi concreti di personalizzazione<\/strong><em>Fact-checker GPT<\/em> (creato con ChatGPT)Il docente crea un GPT che incorpora le linee guida di realt\u00e0 di fact-checking italiane e internazionali (Pagella Politica, Facta, Snopes, EUvsDisinfo). Il chatbot \u00e8 istruito a rispondere solo sulla base di fonti accreditate, citandole nel dialogo. Gli studenti pongono domande come: \u201cLa guerra in Ucraina \u00e8 stata provocata dalla NATO?\u201d e il chatbot risponde riportando dati geopolitici e articoli verificati.<em>Detective della disinformazione<\/em> (con Brisk Teaching)All\u2019interno di un compito su Google Docs, il docente inserisce un testo inventato contenente sei manipolazioni retoriche. Brisk genera un chatbot che interagisce con lo studente chiedendo: \u201cCosa noti in questa affermazione? Potrebbe essere un indizio di disinformazione?\u201d Il chatbot fornisce feedback immediato, proponendo strategie per approfondire l\u2019affermazione o riformularla in modo neutro.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Custom GPTs con ChatGPT&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso la piattaforma <strong>ChatGPT di OpenAI<\/strong>, i docenti possono accedere all\u2019area dedicata alla creazione di agenti conversazionali personalizzati \u2013 i cosiddetti <strong>Custom GPTs<\/strong> \u2013 visitando l\u2019indirizzo<a href=\"https:\/\/chat.openai.com\/gpts\"> https:\/\/chat.openai.com\/gpts<\/a>. Il processo \u00e8 concepito per essere intuitivo e guidato, permettendo anche a chi non possiede competenze di programmazione di configurare un proprio chatbot educativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la fase di configurazione, l\u2019insegnante ha la possibilit\u00e0 di <strong>personalizzare il comportamento, il tono e le fonti del chatbot<\/strong> secondo obiettivi didattici specifici. Il primo passo consiste nella definizione del <em>ruolo<\/em> che il chatbot dovr\u00e0 assumere. Ad esempio, pu\u00f2 essere istruito a comportarsi come un <em>fact-checker<\/em>, un <em>educatore esperto in media literacy<\/em>, o un <em>moderatore imparziale di dibattiti digitali<\/em>. Questa indicazione iniziale \u00e8 fondamentale per guidare la coerenza delle risposte del modello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un elemento centrale del processo di personalizzazione consiste nel <strong>caricare o integrare un set di fonti affidabili e aggiornate<\/strong>. Queste possono includere:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Articoli e dossier provenienti da progetti di fact-checking accreditati, come <strong>Facta<\/strong>, <strong>Pagella Politica<\/strong>, <strong>Snopes<\/strong> o <strong>EUvsDisinfo<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>Rapporti istituzionali sull\u2019alfabetizzazione informativa, come le <strong>linee guida UNESCO sulla disinformazione<\/strong> o i documenti della <strong>Commissione Europea<\/strong> dedicati alla qualit\u00e0 dell\u2019informazione digitale;<\/li>\n\n\n\n<li>Materiali selezionati dal docente stesso, come moduli formativi, schede didattiche o esempi di contenuti manipolatori da utilizzare a fini educativi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alle fonti, il docente pu\u00f2 inserire <strong>istruzioni comportamentali dettagliate<\/strong>, le cosiddette <em>custom instructions<\/em>, che definiscono il modo in cui il chatbot deve rispondere agli utenti. Queste istruzioni vanno ben oltre la semplice impostazione di toni formali o amichevoli: permettono di stabilire il tipo di contenuto da privilegiare, la profondit\u00e0 dell\u2019argomentazione e persino la struttura delle risposte. Esempi concreti includono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>\u201cSpiega la differenza tra disinformazione, misinformazione e malinformazione, utilizzando esempi tratti dall\u2019attualit\u00e0\u201d<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li><em>\u201cSottolinea sempre l\u2019importanza della verifica incrociata delle fonti, invitando lo studente a consultare almeno due riferimenti affidabili\u201d<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li><em>\u201cIn caso di contenuti dubbi, guida lo studente con domande socratiche per stimolare il pensiero critico, senza fornire una risposta immediata\u201d<\/em>.<br \/><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, il docente pu\u00f2 <strong>modulare il livello di complessit\u00e0 del linguaggio<\/strong> in base all\u2019et\u00e0, al grado di istruzione o al contesto scolastico. \u00c8 possibile, ad esempio, istruire il chatbot affinch\u00e9 utilizzi un linguaggio semplice e accessibile per le classi quarte, oppure pi\u00f9 tecnico e argomentativo per gli studenti dell\u2019ultimo anno o di licei a indirizzo umanistico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, \u00e8 possibile <strong>testare il GPT direttamente all\u2019interno dell\u2019interfaccia di ChatGPT<\/strong>, simulando l\u2019interazione con uno studente e osservando come risponde alle domande, come tratta contenuti sensibili e come argomenta in presenza di notizie false. Questo permette ai docenti di apportare correzioni e miglioramenti prima di utilizzare il chatbot in aula.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di creare un <strong>Custom GPT<\/strong> con ChatGPT consente agli insegnanti di trasformare un\u2019intelligenza artificiale generativa in un <strong>assistente didattico su misura<\/strong>, in grado di guidare gli studenti nell\u2019esplorazione critica dell\u2019informazione digitale, nella decostruzione delle narrazioni ingannevoli e nella promozione di un uso consapevole dei media.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/chatgpt.com\/g\/g-6825dd4b5f488191a36347fdd3fc73af-media-mentor\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chatbot personalizzati con Brisk Teaching<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brisk Teaching \u00e8 una piattaforma integrabile con l\u2019ambiente Google Workspace for Education (in particolare Google Docs, Slides e Classroom), che consente ai docenti di generare rapidamente chatbot personalizzati, progettati per svolgere funzioni formative specifiche. Uno degli aspetti distintivi di Brisk \u00e8 la sua capacit\u00e0 di adattarsi in tempo reale al contenuto fornito e agli obiettivi didattici, rendendolo uno strumento flessibile per attivit\u00e0 legate all\u2019educazione alla cittadinanza digitale e al pensiero critico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo inizia caricando o selezionando un insieme mirato di materiali didattici. I docenti possono scegliere contenuti autentici o simulati come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Articoli di giornale o estratti da blog e portali informativi, utili per analizzare il linguaggio giornalistico e la selezione delle fonti;<\/li>\n\n\n\n<li>Comunicati ufficiali di istituzioni nazionali o internazionali, come l\u2019OMS, l\u2019Unione Europea o l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, da confrontare con versioni manipolate o decontestualizzate;<\/li>\n\n\n\n<li>Contenuti di debunking, tratti da siti di fact-checking accreditati (Facta, Pagella Politica, EUvsDisinfo), per costruire confronti tra narrazioni veritiere e narrative ingannevoli.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta forniti questi materiali, Brisk genera automaticamente un chatbot didattico che pu\u00f2 essere programmato per simulare scenari realistici, nei quali lo studente \u00e8 chiamato a decodificare la qualit\u00e0 e l\u2019attendibilit\u00e0 delle informazioni. Il chatbot pu\u00f2 assumere ruoli diversi in funzione del contesto formativo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Simulazione dell\u2019influencer disinformativo: il chatbot interpreta un personaggio digitale che diffonde messaggi sensazionalistici, contenuti pseudoscientifici o fake news. Gli studenti devono riconoscere le tecniche persuasive impiegate, individuare l\u2019assenza di fonti o la distorsione dei dati, e costruire una contro-argomentazione basata su evidenze.<\/li>\n\n\n\n<li>Ruolo del fact-checker digitale: il chatbot accompagna lo studente nella verifica delle affermazioni presenti in un post, proponendo fonti attendibili, spiegando come risalire alla fonte primaria, e indicando se e dove si riscontra manipolazione, omissione o falso equilibrio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi, l\u2019interazione si sviluppa all\u2019interno del documento stesso, con un\u2019interfaccia fluida che permette allo studente di ricevere feedback immediato, visualizzare suggerimenti contestuali e proseguire con attivit\u00e0 interattive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, Brisk pu\u00f2 essere configurato per proporre esercitazioni progressive, in cui lo studente affronta situazioni informative sempre pi\u00f9 complesse. Ad esempio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Analizzare un post virale contenente errori logici (come generalizzazioni indebite, falsa causalit\u00e0 o attacchi ad hominem);<\/li>\n\n\n\n<li>Esaminare grafici o statistiche fuorvianti, verificando la provenienza dei dati e la loro interpretazione;<\/li>\n\n\n\n<li>Riscrivere un testo parziale o emotivamente carico, trasformandolo in un articolo informativo equilibrato, privo di retorica manipolativa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista pedagogico, Brisk consente al docente di monitorare il processo cognitivo degli studenti, favorendo la metariflessione: lo studente non riceve solo un \u201cgiusto\/sbagliato\u201d, ma viene guidato nella comprensione del perch\u00e9 un contenuto \u00e8 inaffidabile e come migliorarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, grazie alla compatibilit\u00e0 con Google Workspace, tutte le interazioni possono essere archiviate, condivise e valutate, rendendo Brisk uno strumento ideale per l\u2019apprendimento personalizzato, l\u2019educazione civica digitale e lo sviluppo di competenze trasversali come l\u2019analisi argomentativa, la comunicazione consapevole e la responsabilit\u00e0 informativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brisk offre un\u2019opportunit\u00e0 concreta e scalabile per integrare l\u2019IA generativa in un percorso didattico volto a formare cittadini digitali attivi, capaci di riconoscere, decostruire e contrastare la disinformazione con strumenti critici e competenze pratiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Usare i chatbot educativi per contrastare i bias cognitivi e rafforzare la consapevolezza informativa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto educativo attuale, caratterizzato da un\u2019esposizione crescente a contenuti digitali di ogni tipo, <strong>l\u2019alfabetizzazione informativa<\/strong> non pu\u00f2 limitarsi alla trasmissione di tecniche di verifica delle fonti. Diventa indispensabile accompagnare gli studenti in un percorso di esplorazione dei <strong>meccanismi mentali che influenzano la percezione e l\u2019interpretazione dell\u2019informazione<\/strong>, spesso in modo inconscio. Tra questi, <strong>il bias di conferma<\/strong> e <strong>l\u2019effetto Dunning-Kruger<\/strong> rappresentano due ostacoli significativi alla costruzione di un pensiero critico equilibrato e alla resistenza alla disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019integrazione dei <strong>chatbot personalizzati<\/strong> nell\u2019ambiente didattico offre un\u2019opportunit\u00e0 concreta per affrontare in modo attivo e riflessivo tali distorsioni cognitive. Grazie alla loro capacit\u00e0 di generare interazioni adattive, di porre domande metacognitive e di proporre scenari differenziati, i chatbot possono svolgere il ruolo di facilitatori nei processi di autoanalisi, confronto argomentativo e verifica dei propri limiti conoscitivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>bias di conferma<\/strong> \u00e8 una distorsione cognitiva per cui le persone tendono a ricercare, selezionare, interpretare e ricordare solo le informazioni che confermano le proprie convinzioni preesistenti, ignorando o svalutando quelle che le mettono in discussione. Questo meccanismo, sebbene radicato nella naturale tendenza alla coerenza cognitiva, rappresenta una <strong>minaccia per l\u2019obiettivit\u00e0 del giudizio<\/strong> e alimenta le cosiddette \u201cbolle informative\u201d, rafforzando la polarizzazione e la diffusione di contenuti parziali o falsati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto scolastico, l\u2019azione educativa deve mirare a <strong>rendere visibile<\/strong> questo bias, trasformandolo in oggetto di riflessione critica. I chatbot, se opportunamente configurati, possono proporre interazioni in cui gli studenti si trovano di fronte a contenuti che sfidano le loro opinioni, ponendo domande che sollecitano la revisione delle proprie convinzioni e favorendo il confronto con fonti contrastanti. Inoltre, possono essere programmati per rilevare atteggiamenti di chiusura cognitiva o selettivit\u00e0 interpretativa, restituendo allo studente feedback che invitano a esplorare prospettive alternative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso questi dialoghi, \u00e8 possibile allenare gli studenti a:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>riconoscere l\u2019influenza delle preferenze personali nell\u2019interpretazione dei contenuti;<\/li>\n\n\n\n<li>confrontarsi attivamente con punti di vista diversi, anche quando risultano scomodi;<\/li>\n\n\n\n<li>abituarsi a verificare <strong>tutte<\/strong> le informazioni, incluse quelle che sembrano confermare ci\u00f2 che si crede gi\u00e0 vero.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>effetto Dunning-Kruger<\/strong>, invece, \u00e8 una distorsione metacognitiva che porta gli individui con <strong>bassa competenza<\/strong> in un determinato ambito a <strong>sovrastimare le proprie conoscenze<\/strong>, mentre chi possiede competenze elevate tende a essere pi\u00f9 consapevole dei propri limiti. Questo fenomeno contribuisce alla <strong>diffusione inconsapevole della disinformazione<\/strong>, poich\u00e9 chi non ha gli strumenti per valutare criticamente la complessit\u00e0 di un argomento \u00e8 pi\u00f9 incline a produrre e condividere contenuti semplificati, errati o fuorvianti con un\u2019eccessiva sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto educativo, contrastare l\u2019effetto Dunning-Kruger significa promuovere la <strong>metacognizione<\/strong>, ossia la capacit\u00e0 di riflettere sul proprio livello di preparazione, di riconoscere le proprie lacune e di assumere un atteggiamento di apertura all\u2019apprendimento. I chatbot educativi possono supportare questo processo proponendo domande riflessive, percorsi adattivi e risposte che incoraggiano l\u2019auto-valutazione. In particolare, possono essere utilizzati per:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>segnalare, in modo costruttivo, quando uno studente formula affermazioni infondate o eccessivamente semplificate;<\/li>\n\n\n\n<li>offrire spiegazioni graduate, che evidenziano la complessit\u00e0 di un concetto e suggeriscono l\u2019approfondimento;<\/li>\n\n\n\n<li>stimolare la prudenza nel giudizio, contrastando la tendenza a trarre conclusioni affrettate o assolute.<br \/><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo non \u00e8 scoraggiare l\u2019espressione delle opinioni, ma creare le condizioni per <strong>prendere consapevolezza dei propri limiti conoscitivi<\/strong> e sviluppare l\u2019abitudine a interrogarsi su ci\u00f2 che si sa e su ci\u00f2 che si ignora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia il bias di conferma che l\u2019effetto Dunning-Kruger <strong>agiscono come barriere cognitive<\/strong> che limitano la capacit\u00e0 di valutare in modo imparziale e accurato l\u2019informazione. Per questo motivo, le attivit\u00e0 didattiche orientate al contrasto della disinformazione dovrebbero includere, accanto all\u2019insegnamento delle tecniche di fact-checking, <strong>un\u2019esplicita educazione alla consapevolezza cognitiva<\/strong>. I chatbot, utilizzati in modo intenzionale e pedagogicamente guidato, possono offrire un supporto prezioso in questo senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per essere efficaci, questi strumenti devono essere configurati non solo per fornire risposte corrette, ma per <strong>stimolare processi cognitivi ed emotivi<\/strong>: sollecitare il dubbio, promuovere la revisione critica, valorizzare il percorso di apprendimento pi\u00f9 che il risultato immediato. Il docente mantiene un ruolo centrale nella mediazione, supervisionando l\u2019interazione tra studente e chatbot, interpretando le reazioni cognitive, favorendo il dialogo metacognitivo e integrando le attivit\u00e0 digitali con momenti di confronto collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contrastare la disinformazione significa agire <strong>non solo sulla qualit\u00e0 dei contenuti<\/strong>, ma anche sulla <strong>qualit\u00e0 del pensiero<\/strong>. Il bias di conferma e l\u2019effetto Dunning-Kruger, pur essendo invisibili, hanno un impatto profondo sul modo in cui gli individui costruiscono le proprie convinzioni e interagiscono con l\u2019informazione. Utilizzare i chatbot per far emergere, riconoscere e decostruire questi bias significa trasformare l\u2019intelligenza artificiale in uno <strong>strumento di autoformazione cognitiva<\/strong>, capace di potenziare il pensiero critico, l\u2019autovalutazione e la responsabilit\u00e0 informativa. Una scuola che voglia formare cittadini digitali competenti e consapevoli non pu\u00f2 prescindere da questo livello di profondit\u00e0 educativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un\u2019occasione formativa significativa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uso di chatbot personalizzati per il contrasto alla disinformazione rappresenta un\u2019occasione formativa significativa per promuovere nei giovani la responsabilit\u00e0 digitale e la competenza informativa. Grazie alla possibilit\u00e0 di configurare GPT su misura, i docenti possono offrire agli studenti esperienze autentiche, coinvolgenti e cognitive, valorizzando l\u2019IA come alleato nella formazione di cittadini consapevoli. Ma questa alleanza esige vigilanza, mediazione pedagogica e un uso critico degli strumenti: solo cos\u00ec la tecnologia pu\u00f2 diventare davvero una risorsa educativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di creare <strong>chatbot educativi personalizzati rappresenta una risorsa potente, flessibile e accessibile<\/strong> per affrontare il tema urgente della disinformazione. Attraverso un uso mirato di piattaforme come ChatGPT e Brisk, i docenti possono progettare esperienze didattiche coinvolgenti e significative, capaci di sviluppare nei ragazzi competenze critiche, capacit\u00e0 di analisi e responsabilit\u00e0 digitale. Ma questa innovazione non pu\u00f2 prescindere da una solida cornice pedagogica: i chatbot non sostituiscono l\u2019insegnamento, ma lo potenziano quando sono integrati in un progetto educativo consapevole. In un\u2019epoca segnata da manipolazione informativa e polarizzazione, educare a riconoscere la disinformazione \u00e8 un atto di cittadinanza attiva. Farlo con il supporto dell\u2019intelligenza artificiale, se guidato con rigore e spirito critico, pu\u00f2 davvero fare la differenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>European Commission. (2022). Final report of the Commission Expert Group on tackling disinformation and promoting digital literacy through education and training.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/education.ec.europa.eu\/document\/final-report-of-the-expert-group-on-tackling-disinformation-and-promoting-digital-literacy-through-education-and-training\"><em> <\/em><em>https:\/\/education.ec.europa.eu\/document\/final-report-of-the-expert-group-on-tackling-disinformation-and-promoting-digital-literacy-through-education-and-training<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Joint Research Centre. (2022). DigComp 2.2 \u2013 The Digital Competence Framework for Citizens.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/joint-research-centre.ec.europa.eu\/digcomp-digital-competence-framework_en\"><em> <\/em><em>https:\/\/joint-research-centre.ec.europa.eu\/digcomp-digital-competence-framework_en<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Machete, P., &amp; Turpin, M. (2020). The use of critical thinking to identify fake news: A systematic literature review. In Responsible design, implementation and use of ICT, Springer.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/link.springer.com\/chapter\/10.1007\/978-3-030-45002-1_20\"><em> <\/em><em>https:\/\/link.springer.com\/chapter\/10.1007\/978-3-030-45002-1_20<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>McDougall, J. (2019). Media literacy versus fake news: Critical thinking, resilience and civic engagement. Medijske Studije, 10(19), 29\u201345.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/hrcak.srce.hr\/file\/330876\"><em> <\/em><em>https:\/\/hrcak.srce.hr\/file\/330876<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mihailidis, P., &amp; Viotty, S. (2017). Spreadable spectacle in digital culture: Civic expression, fake news, and the role of media literacies in &#8216;post-fact&#8217; society. American Behavioral Scientist, 61(4), 441\u2013454.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/abs\/10.1177\/0002764217701217\"><em> <\/em><em>https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/abs\/10.1177\/0002764217701217<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2020). Mi posso fidare? Contrastare con le competenze la disinformazione. BRICKS, 4.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.rivistabricks.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/2020_04_19_Troia.pdf\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.rivistabricks.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/2020_04_19_Troia.pdf<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2022). Disinformazione, le linee guida UE per insegnanti e educatori: cosa sono e prossimi step. Agenda Digitale.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/scuola-digitale\/lotta-alla-disinformazione-le-linee-guida-ue-per-insegnanti-e-educatori-cosa-sono-e-prossimi-step\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.agendadigitale.eu\/scuola-digitale\/lotta-alla-disinformazione-le-linee-guida-ue-per-insegnanti-e-educatori-cosa-sono-e-prossimi-step<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2023). Conoscere la visione europea per l\u2019istruzione digitale per vivere un coinvolgimento attivo. Impara Digitale.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/imparadigitale.nova100.ilsole24ore.com\/2023\/02\/05\/conoscere-la-visione-europea-per-listruzione-digitale-per-vivere-un-coinvolgimento-attivo-deap-digcomp\"><em> <\/em><em>https:\/\/imparadigitale.nova100.ilsole24ore.com\/2023\/02\/05\/conoscere-la-visione-europea-per-listruzione-digitale-per-vivere-un-coinvolgimento-attivo-deap-digcomp<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2025). Guida all\u2019IA generativa nell\u2019istruzione e nella ricerca. Cittadinanza Digitale.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?cat=315\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?cat=315<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2025). Il certificato europeo delle competenze digitali: perch\u00e9 \u00e8 importante. Agenda Digitale.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/giornalista\/sandra-troia\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.agendadigitale.eu\/giornalista\/sandra-troia<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Troia, S. (2025). LAB_Cyberbullingfreezone. Cittadinanza Digitale.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?cat=315\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?cat=315<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>UNESCO. (2018). Journalism, \u201cfake news\u201d and disinformation: A handbook for journalism education and training.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/en.unesco.org\/fightfakenews\"><em> <\/em><em>https:\/\/en.unesco.org\/fightfakenews<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vraga, E. K., Bode, L., &amp; Tully, M. (2020). Creating news literacy messages to enhance expert corrections of misinformation on Twitter. Communication Research.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/full\/10.1177\/0093650220910064\"><em> <\/em><em>https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/full\/10.1177\/0093650220910064<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Wardle, C., &amp; Derakhshan, H. (2017). Information disorder: Toward an interdisciplinary framework for research and policymaking. Council of Europe.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/rm.coe.int\/information-disorder-toward-an-interdisciplinary-framework-for-researc\/168076277c\"><em> <\/em><em>https:\/\/rm.coe.int\/information-disorder-toward-an-interdisciplinary-framework-for-researc\/168076277c<\/em><em><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Wineburg, S., &amp; McGrew, S. (2019). Lateral reading and the nature of expertise: Reading less and learning more when evaluating digital information. Teachers College Record, 121(11), 1\u201340.<\/em><em><br \/><\/em><em> URL:<\/em><a href=\"https:\/\/www.tc.columbia.edu\/faculty\/sw2342\/faculty-profile\/files\/LateralReadingWineburgMcGrewTCR2019.pdf\"><em> <\/em><em>https:\/\/www.tc.columbia.edu\/faculty\/sw2342\/faculty-profile\/files\/LateralReadingWineburgMcGrewTCR2019.pdf<\/em><em><br \/><br \/><\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Risorse e piattaforme di fact-checking&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">EUvsDisinfo \u2013 iniziativa dell\u2019Unione Europea per contrastare la disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">URL: <a href=\"https:\/\/euvsdisinfo.eu\">https:\/\/euvsdisinfo.eu<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facta News \u2013 progetto italiano dedicato al debunking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">URL: <a href=\"https:\/\/facta.news\">https:\/\/facta.news<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pagella Politica \u2013 piattaforma italiana di fact-checking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">URL: <a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\">https:\/\/pagellapolitica.it<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Snopes \u2013 fact-checking internazionale.URL: <a href=\"https:\/\/www.snopes.com\">https:\/\/www.snopes.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">A cura di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/sandra-troia-95136560\/\">Sandra Troia<\/a><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo gi\u00e0 pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.rivistabricks.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/BRICKS_5_2025_09_Troia.pdf\">https:\/\/www.rivistabricks.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/BRICKS_5_2025_09_Troia.pdf<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019attuale ecosistema digitale, in cui i contenuti si diffondono rapidamente e senza filtri, il contrasto alla disinformazione rappresenta una priorit\u00e0 educativa imprescindibile. 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La pratica qui descritta propone un modello di utilizzo consapevole e &#8230; <a title=\"Potenziare il pensiero critico attraverso i chatbot: contrastare la disinformazione\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=4180\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Potenziare il pensiero critico attraverso i chatbot: contrastare la disinformazione\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[462,1,324,428,443,315],"tags":[],"class_list":["post-4180","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ai_logos-news","category-cittadinanza-digitale","category-competenze-digitali","category-disinformazione","category-intelligenza-artificiale","category-scuola-digitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4180"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4184,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4180\/revisions\/4184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}