{"id":2223,"date":"2015-04-17T11:44:33","date_gmt":"2015-04-17T09:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digitalcitizenship.eu\/cittadinanzadigitale\/?p=2162"},"modified":"2015-04-17T11:44:33","modified_gmt":"2015-04-17T09:44:33","slug":"posta-didattica-open-data-didamatica2015-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=2223","title":{"rendered":"Proposta didattica Open Data #Didamatica2015"},"content":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;edizione <span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"http:\/\/www.digitalcitizenship.eu\/cittadinanzadigitale\/didamatica2015-a-genova\/\"><strong>2015 di Didamatica<\/strong><\/a><\/span> \u00e8 stato presentato il contributo scientifico<span style=\"color: #800000;\"><strong> &#8220;Open Data To Be Proactive&#8221;<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/v2WFYIUVelk\" width=\"640\" height=\"480\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">In che modo la scuola forma cittadini (digitali)?<\/span><\/h4>\n<p><em>Divenendo laboratorio di cultura digitale e di innovazione, partner di istituzioni e imprese. Il tema dei data non pu\u00f2 essere trattato in modo episodico nel percorso scolastico. Ciascun nuovo cittadino digitale deve essere consapevole del suo essere produttore (attivo e passivo) di dati, delle opportunit\u00e0, anche imprenditoriali, e delle potenzialit\u00e0 connesse all\u2019elaborazione degli open data (per esercitare la cittadinanza, progredire nella ricerca scientifica, operare scelte, realizzare nuove idee di impresa).<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Introduzione<\/span><\/h4>\n<p>Grazie alla crescente disponibilit\u00e0 di device che consentono, senza limiti di luogo e tempo, l\u2019accesso alla rete internet e di risorse didattiche aperte, oggi i soggetti in formazione nella scuola possono facilmente ricercare e acquisire conoscenze da fonti diverse rispetto agli insegnanti e alle istituzioni. L&#8217;apprendimento non \u00e8 pi\u00f9 limitato a specifici orari scolastici o metodi didattici e pu\u00f2 essere personalizzato. Gli insegnanti possono agevolmente condividere e creare contenuti con colleghi e discenti di Paesi diversi. Pu\u00f2 essere consultata una gamma molto pi\u00f9 ampia di risorse didattiche [COM 2013\/0654 final]. Questi elementi rendono necessario un cambiamento delle modalit\u00e0 didattiche, delle azioni per l\u2019aggiornamento dei docenti e del ruolo stesso della scuola. Essa deve divenire, in concreto, laboratorio di cultura digitale e di innovazione, partner di istituzioni [Gramberger, 2001] e imprese, luogo di apprendimento e sperimentazione, palestra di competenze richieste dal contesto socio-culturale- economico per l\u2019inclusione e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p>La competenza digitale \u00e8 connessa a tutte le competenze chiave [2006\/962\/CE] che un soggetto pu\u00f2 agire [Ferrari et al, 2013]. Un utile strumento per cogliere, con maggiore dettaglio, questa affermazione \u00e8 il Framework DIGCOMP (in esso, infatti, \u00e8 evidenziata la relazione tra la competenza digitale e le otto competenze per l\u2019apprendimento permanente, di cui la stessa \u00e8 parte integrante).<\/p>\n<p>Per sostenere la crescita culturale-economica-sociale, la riprogettazione dell\u2019organizzazione scolastica, che porti al centro la cultura digitale non limitandosi all\u2019elemento tecnico\/tecnologico ma educando ad approccio nuovo ai problemi, all\u2019economia, alla comunicazione, alla relazione, non \u00e8 procrastinabile.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Perch\u00e9 questa educazione al digitale, in senso allargato, si realizzi utilmente non \u00e8 sufficiente limitarsi alla progettazione di singoli interventi finalizzati all\u2019accrescimento della competenza digitale inserendoli in percorsi didattici di tipo tradizionale [Cameron-Curry et al, 2013]. \u00c8 determinate operare l\u2019essenzializzazione, la problematizzazione [Fabbroni, 2006] e l\u2019integrazione dei saperi disciplinari considerando come ambiente in cui il soggetto agisce le proprie competenze la citt\u00e0 (digitale).<\/p>\n<p>La problematizzazione, finalizzata a rendere l\u2019apprendimento significativo, guida naturalmente i docenti e gli altri componenti del gruppo in formazione ad una profonda riflessione sull\u2019integrazione progressiva tra dimensione analogica e dimensione digitale [Cameron-Curry et al, 2014].<\/p>\n<p>L\u2019integrazione dei saperi risponde alla necessit\u00e0 di formare soggetti in grado di muoversi con competenza ed autonomia in un contesto complesso in cui \u00e8 indispensabile saper essere proattivi (facendo leva sul saper leggere in maniera organica e completa dinamiche e scenari).<\/p>\n<p>Il tema dei data non pu\u00f2 essere trattato in modo episodico nel percorso scolastico e rimanere relegato ad assai lodevoli, seppur circoscritte, iniziative promosse da soggetti terzi. \u00c8 compito della scuola fare in modo che i nuovi cittadini digitali siano consapevoli del proprio essere produttori (attivi e passivi) di dati, delle opportunit\u00e0, anche imprenditoriali, e delle potenzialit\u00e0 connesse all\u2019elaborazione dei big data e open data, (per esercitare la cittadinanza, progredire nella ricerca scientifica, operare scelte, realizzare nuove idee di impresa).<\/p>\n<p>Un utile modello di riferimento, che concretizza un\u2019esperienza di accesso a dati scientifici aperti da parte di studenti, \u00e8 l\u2019iniziativa realizzata dal Compact Muon Solenoid (CMS) Collaboration [Rao, 2014], finalizzata, come dichiarato dai promotori, anche ad ispirare la futura generazione di scienziati.<\/p>\n<p>I data e gli open data sono al centro di un\u2019autentica rivoluzione nel modo di comunicare, produrre e fare impresa. Tra le buone prassi relative ad azioni finalizzate a trasformare in valore i dati, vi \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 condotta dalla charity britannica Nesta. Attualmente essa \u00e8 impegnata nel coordinamento di una serie di concorsi (Jobs Open Data Challenge www.nesta.org.uk\/open-data-challenge- series e Open Data Challenge Series www.nesta.org.uk\/news\/putting-open- data-work-new-and-better-jobs) volti ad individuare soluzioni innovative, utilizzando i dati aperti, atte a risolvere problematiche che investono la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In Italia, nella medesima direzione, si \u00e8 orientato il comune di Lecce bandendo il Lecce open data contest [Comune di Lecce, 2015], aperto anche alle scuole, finalizzato a selezionare soluzioni per l\u2019utilizzo e la valorizzazione dei dataset comunali (sviluppo applicazioni e visualizzazione grafica utile a favorire la comprensione degli open data da parte dei cittadini).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Open Data To Be Proactive<\/span><\/h4>\n<p>Open Data To Be Proactive \u00e8 un\u2019esperienza di apprendimento che si pone come obiettivo principale quello di educare nuovi cittadini (digitali) a saper reperire ed utilizzare dati affinch\u00e9 siano in grado di poter essere proattivi. La scuola, inteso come ambiente formativo in cui si realizza una piena<\/p>\n<p>Genova, 15-17 Aprile 2015<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>integrazione tra dimensione analogica e digitale, diviene laboratorio di futuro. Ai componenti del gruppo che apprende, di cui fanno parte insieme docenti e discenti, \u00e8 chiesto di essere visionari, di ideare nuove forme di utilizzo dei dati aperti.<\/p>\n<p>Il topic dell\u2019esperienza di apprendimento \u00e8 Open data dall&#8217;esercizio della cittadinanza all\u2019impresa. Essa \u00e8 orientata a formare gli allievi ad essere cittadini ed imprenditori insieme (valorizzando, in particolare, ma non solo, la competenza digitale, le competenze sociali e civiche e il senso di iniziativa e di imprenditorialit\u00e0 in modo integrato alle competenze disciplinari).<\/p>\n<p>La convinzione che anima e motiva la proposta \u00e8 che solo buoni cittadini siano in grado di realizzare una buona imprenditoria (etica, sostenibile, orientata a favorire il miglioramento della societ\u00e0, e non solo a produrre profitto economico). Modello di buona impresa in cui, secondo il Millennials Survey 2015 [Deloitte, 2015], studio condotto da Deloitte su giovani provenienti da 29 diversi Paesi del mondo appartenenti alla categoria dei Millennials (ovvero giovani nati dopo il 1982), le giovani generazioni desiderano lavorare.<\/p>\n<p>Come giovani cittadini digitali, gli allievi nelle scuole, producono ed utilizzano costantemente dati. Tuttavia essi, in genere, non sono consapevoli del proprio ruolo di produttori\/consumatori. Inoltre, raramente sono educati a valutare la qualit\u00e0 dei dati o a considerare le licenze con cui questi sono rilasciati (anche quando essi stessi sono gli autori).<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di dati per tradursi in risorsa (in termini di partecipazione, inclusione, occupazione, innovazione) richiede, in prima battuta, la consapevolezza del potenziale, anche in termini economici, dei i dati e i dati aperti. Guidare gli allievi in questo percorso non \u00e8 compito di tecnici specializzati in data, \u00e8 compito di ciascun docente. Fatta eccezione per il concreto sviluppo di applicazioni che indubbiamente, per raggiungere un livello di qualit\u00e0 elevata, richiede specifiche competenze specialistiche, la pura ideazione di soluzioni atte a valorizzare big data e open data \u00e8 da considerarsi come sfida accoglibile da parte di insegnati\/cittadini. I docenti, mossi dall\u2019obiettivo primario di rispondere, con maggiore efficacia ed efficienza, ai mutati bisogni formativi degli allievi, devono guardare alla realizzazione di nuove esperienze di apprendimento sul tema dei dati aperti come occasione per aggiornare le proprie competenze.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Facilitare l\u2019apprendimento e formarsi<\/span><\/h4>\n<p>Gli insegnanti aperti ad interpretare proattivamente il contesto educativo (visione dei bisogni formativi, visione dei cambiamenti in atto nella citt\u00e0 digitale, progettazione di nuove esperienze di apprendimento orientate al futuro) sono in grado di trasformare in autonomia la propria aula in laboratorio di cultura digitale e di innovazione.<\/p>\n<p>I docenti, a cui \u00e8 chiesto di vestire il ruolo di facilitatori del processo di apprendimento, diventano membri del gruppo che apprende. L\u2019esperienza di apprendimento rappresenta per essi esercizio della professionalit\u00e0 di cui sono portatori e, insieme, occasione di formazione continua in servizio.<\/p>\n<p>La celerit\u00e0 dei cambiamenti in atto, in qualsiasi settore, rende obsoleta l\u2019idea di una formazione esclusivamente di tipo top-down (in questo caso\u00a0amministrazione centrale-docenti). Per rispettare naturali tempi organizzativi, dilatati recentemente anche dalle opportune azioni di consultazione utili a consentire la partecipazione dei vari soggetti coinvolti, gli interventi di formazione dei docenti corrono il rischio di risultare non sempre efficaci poich\u00e9 possono giungere tardivi o difficilmente personalizzabili. Inoltre, essi sono faticosamente sostenibili in termini di costi. Per tali motivazioni \u00e8 auspicabile incentivare l\u2019aggiornamento del personale docente anche come azione contestuale all\u2019esercizio professionale e, come suggerito nella Comunicazione della Commissione europea Aprire l\u2019istruzione [COM 2013\/0654 final], puntando su un proficuo impiego delle tecnologie e delle risorse didattiche aperte per l\u2019autoformazione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Finalit\u00e0 dell\u2019esperienza didattica<\/span><\/h4>\n<p>In Open Data To be Proactive i docenti, dopo un percorso di introduzione al tema degli open data, facilitano l\u2019apprendimento degli allievi partendo dall\u2019individuazione ed analisi di dati aperti afferenti al proprio ambito disciplinare (un esempio di aggregazione di risorse aperte prodotte sul tema generale degli open data, realizzato a fini didattici, \u00e8 consultabile su www.digitalcitizenship.eu).<\/p>\n<p>La strutturazione di esperienze interdisciplinari (integrazione dei saperi disciplinari), attivando collaborazioni tra pi\u00f9 dipartimenti, consente un\u2019esperienza di apprendimento pi\u00f9 completa; sono altres\u00ec auspicabili interventi (testimonianze, interviste, visite) da parte degli attori, pubblici e privati, che a vario titolo si occupano di open data anche attraverso comunicazioni in remoto (un modello di comunicazione diretta tra rappresentati istituzionali e cittadini\/ studenti \u00e8 www.debatingeurope.eu\/leader\/).<\/p>\n<p>L\u2019esperienza d\u2019apprendimento \u00e8 focalizzata sull\u2019obiettivo di rendere chiara agli allievi la connessione tra ci\u00f2 che apprendono a scuola e il mondo in cui agiscono; attraverso l\u2019affidamento di task, intesi come palestra di cittadinanza ed impresa, si consente loro di agire le competenze maturate e in via di maturazione.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non \u00e8 di passare contenuti ma creare consapevolezza sul perch\u00e9 sia necessario partecipare attivamente al processo dell\u2019apprendimento per favorire la propria inclusione e occupazione. Operare su fonti autentiche e affidando compiti connessi a contesti reali rende evidente all\u2019allievo l\u2019utilit\u00e0\/ spendibilit\u00e0 dell\u2019esperienza, di cui \u00e8 stato co-protagonista, e le modalit\u00e0 per mettere in campo l\u2019esperienza acquisita (in questo caso: come tradurre in risorsa i dati). Risulta utile, inoltre, non focalizzarsi esclusivamente sulla consultazione di dati provenienti da fonti istituzionali ma allargare l\u2019osservazione\/studio a dati provenienti dal mondo imprenditoriale (a titolo di esempio http:\/\/data.enel.com).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Fare entrare il mondo in classe<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Le esperienze di apprendimento sono, sempre, anche esperienze di orientamento. Come uno studente sceglie per la propria carriera di studi e lavoro? Partendo, \u00e8 palese, dalle informazioni di cui \u00e8 in possesso. Una scuola che incontra il mondo, aiuta gli allievi a scegliere mettendoli in contatto anche\u00a0con realt\u00e0 che non sperimentano nel proprio quotidiano. Quanti studenti possono immaginare un futuro professionale connesso al mondo dei data\/open data? Quanti studenti utilizzano, consapevolmente, i dati in rete per scegliere il proprio percorso di studi?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Se si intende popolare citt\u00e0 (digitali) di cittadini (digitali) questi ultimi dovranno essere formati da un\u2019intera comunit\u00e0 che si incontra nella scuola e insieme definisce temi e modalit\u00e0. Favorire l\u2019incontro deve essere una priorit\u00e0 percepita con la stessa intensit\u00e0 da chi opera nella scuola e da chi opera al di fuori di essa (dal referente politico, all\u2019imprenditore e al cittadino).<\/p>\n<p>La formula del contest aperto alla partecipazione delle scuole (come per esempio il Lecce open data contest) per l\u2019ideazione di soluzioni a problemi reali rappresenta un efficace primo modello operativo. Attraverso esso, infatti, si aggiunge ai consolidati rapporti di collaborazione tra scuola e istituzioni una partnership a beneficio dell\u2019innovazione scolastica, in quanto stimolo alla proposizione di innovativi interventi didattici. Si realizza una collaborazione sostanziale (comune-scuola) per il consolidamento della competenza digitale, delle competenze sociali e civiche e del senso di iniziativa e di imprenditorialit\u00e0 dei nuovi cittadini (digitali) all\u2019interno dell\u2019esperienza scolastica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Cultura digitale \u00e8 cambiamento radicale, anche nel modo di fare scuola<\/span><\/h4>\n<p>Il termine scuola deve divenire sinonimo di incontro finalizzato a produrre nuove idee (attraverso lo studio, la ricerca, la sperimentazione).<\/p>\n<p>Il modello della flipped classroom (la classe capovolta) \u00e8 quello che attualmente sembra meglio rispondere ai bisogni formativi dei nuovi cittadini digitali. Il docente, facilitatore dell\u2019apprendimento, allestisce un ambiente di formazione digitale in cui, in remoto, gli studenti costantemente monitorati e supportati fruiscono di risorse selezionate. L\u2019incontro in classe \u00e8, invece, destinato all\u2019apprendimento attraverso l\u2019assegnazione di task che integrano dimensione analogica e digitale. In questo modo il tempo dell\u2019apprendimento si ottimizza ed allarga. La scuola diviene laboratorio attivo (luogo di produzione e non di trasmissione).<\/p>\n<p>L\u2019integrazione tra dimensione analogica e digitale nell\u2019esperienza d\u2019apprendimento non sempre \u00e8 facile o possibile per la mancanza di disponibilit\u00e0 di strumenti tecnologici in classe. Una possibile soluzione a tale difficolt\u00e0 \u00e8: bring your own device (BYOD). I componenti del gruppo che apprende utilizzano a scuola i propri dispositivi tecnologici. Questo consente anche di mettere alla prova le competenze digitali in materia di sicurezza e problem solving (cfr Framework DIGCOM). Il BYOD tuttavia non \u00e8 privo di criticit\u00e0 che devono essere opportunamente considerate [Bencivenni, 2013].<\/p>\n<p>Cruciale \u00e8 l\u2019engagement del discente (inteso come coinvolgimento profondo del soggetto in formazione) [Troia, 2014a] da realizzarsi attraverso la strutturazione di attivit\u00e0 che prevedano l\u2019orientamento dell\u2019esperienza didattica alla produzione di output concreti o alla realizzazione di progetti (come la partecipazione ad un contest).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019elaborazione e realizzazione di output e\/o progetti pone il soggetto nella condizione reale di valutare e pianificare tempi, modalit\u00e0, strategie per tradurre le conoscenze possedute in competenze agite. La proposizione di situazioni problematiche sollecita il discente a costruire e verificare ipotesi, ad individuare\/ valutare (criticamente) fonti e risorse adeguate, ad elaborare argomentazioni, collegamenti e relazioni.<\/p>\n<p>L\u2019uso della Rete (e dei social network) consente il consolidamento su campo della capacit\u00e0 di interazione, negoziazione, ascolto e proposizione delle posizioni personali nel rispetto dei diritti altrui. Un\u2019attivit\u00e0 organizzata di feedback, infine, guida gli allievi a riflettere e a capitalizzare le esperienze vissute.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Risorse aperte, competenze linguistiche<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attivit\u00e0 proposta la selezione dei materiali di studio, utili alla formazione di discenti e docenti, \u00e8 orientata, prevalentemente, all\u2019individuazione di risorse aperte. L&#8217;idea \u00e8 quella di favorire l\u2019allargamento dell&#8217;impiego di risorse gi\u00e0 in Rete e di accedere a fonti autentiche (limitando le mediazioni). Un utile punto d\u2019accesso per la ricerca e fruizioni di risorse didattiche open \u00e8, senza dubbio, www.openeducationeuropa.eu.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di piattaforme, come quella appena menzionata, rende evidente che formare degli allievi, come soggetti in grado di essere parte attiva della comunit\u00e0 globale che si incontra nel web, non pu\u00f2 in nessun modo prescindere dalla competenza linguistica.<\/p>\n<p>La lingua pi\u00f9 utilizzata in internet \u00e8 l\u2019inglese (la seconda pi\u00f9 usata \u00e8 il cinese mandarino). L\u2019impiego della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) integrata alla dimensione digitale [Troia, 2013], per il consolidamento\/potenziamento di una seconda lingua (LS) diversa dalla lingua madre (L1) del soggetto in apprendimento, \u00e8 una soluzione da sostenere in modo allargato nell\u2019apprendimento delle discipline non linguistiche (e nell\u2019esperienze di apprendimento come quella suggerita nel presente intervento) .<\/p>\n<p>Inoltre, occorre considerare che la cittadinanza digitale viaggia, oltre che in Rete, su un vocabolario in continua evoluzione. La frequentazione della Rete attraverso l\u2019accesso a fonti autentiche \u00e8 occasione per i nuovi cittadini digitali, e i docenti, di incontrare nuovi termini, espressioni e acronimi in uso e farli propri in modo significativo (perch\u00e9 inseriti in un contesto e appresi nello svolgimento di un compito).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Ogni sfera della nostra vita \u00e8 in questo momento \u00e8 liquida [Bauman, 2005], investita da significativi cambiamenti determinati dal progresso tecnologico; per poterli gestire in modo attivo ogni cittadino (digitale) \u00e8 chiamato ad abbandonare la propria comfort zone e confrontarsi con nuove sfide d\u2019apprendimento.<\/p>\n<p>Tra i primi a sentire pressante questa necessit\u00e0 di \u201cri-formarsi&#8221; sono i docenti a cui \u00e8 affidato il compito dell\u2019istruzione delle nuove generazioni. Essi svolgono un incarico che oggi richiede, oltre a competenze disciplinari e\u00a0metodologiche, il saper essere visionari ed il saper insegnare a saper essere visionari.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Alla velocit\u00e0 con cui muta il contesto gli allievi nella scuola, molto probabilmente, al loro accesso nel mondo del lavoro dovranno confrontarsi con realt\u00e0 diverse rispetto a quelle per cui si sono formati. Per, almeno, contenere il rischio di questo gap \u00e8 necessario riformulare, come gi\u00e0 a livello istituzionale nazionale ed internazionale si sta facendo, gli obiettivi degli interventi formativi e la metodologia didattica in un\u2019ottica di flessibilit\u00e0 e di comunicazione attiva con i soggetti, pubblici e privati, al di fuori dell\u2019ambito strettamente scolastico.<\/p>\n<p>Il ruolo stesso del docente \u00e8 al centro di numerosi dibattiti in cui emerge la necessit\u00e0 di realizzare forme di aggiornamento finalizzate a valorizzarne la professionalit\u00e0 allargandola alla dimensione digitale. Un utile intervento potrebbe essere rappresentato, oltre che dall\u2019impiego suggerito delle risorse didattiche open, dal superamento della limitazione della formazione degli insegnanti alle tradizionali attivit\u00e0 corsuali a beneficio dell\u2019incentivo alla mobilit\u00e0, anche in diverse posizioni nell\u2019ambito della Pubblica Amministrazione a livello nazionale ed internazionale, e all&#8217;uso dell\u2019aspettativa (istituto dell\u2019aspettativa non retribuita modificato in modo da consentire al docente di svolgere attivit\u00e0 professionale retribuita). L&#8217;esperienza maturata fuori dalla scuola, preferibilmente in contesti fortemente innovativi, potrebbe cos\u00ec tradursi, al rientro nella posizione, in risorsa, a costo zero, per l&#8217;intero sistema scolastico [Troia, 2014b] e rafforzare l\u2019idea di partnership tra scuola e territorio.<\/p>\n<p>Portare in classe lo studio dei data (nella proposta declinati in modo pi\u00f9 specifico in open data) equivale, in importanza e in necessit\u00e0, a formare al coding. Il successo registrato in tutto il mondo da iniziative come CoderDojo (www.coderdojo.com), per l\u2019insegnamento della programmazione informatica ai giovanissimi, deve incoraggiare sulla possibilit\u00e0 reale di realizzare interventi didattici su temi, come per esempio i data, percepiti inizialmente come ostici da parte di discenti e docenti. Solo appropriandosi della capacit\u00e0 di produrre ed impiegare in modo consapevole i dati i soggetti potranno definirsi cittadini digitali e, non solo, consumatori digitali.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Bauman Z.; Liquid Life, Polity press, Cambridge, 2005.<\/p>\n<p>Bencivenni A.; Niente dispositivi tecnologici? E se usassimo quelli degli alunni? Introduzione al B.Y.O.D, profdigitale.com, 2013. Estratto il 20\/03\/2015, da www.profdigitale.com\/niente-dispositivi-tecnologici-e-se-usassimo-quelli-degli-alunni- introduzione-al-b-y-o-d\/<\/p>\n<p>Cameron-Curry L.; Pozzi M.; Troia S.; #MODEM Educare alla cittadinanza digitale: dall\u2019analogico al digitale e viceversa. Azioni integrate e dinamiche di informazione\/ formazione per docenti ed allievi della societ\u00e0 della conoscenza, DIDAMATICA 2013 Tecnologie e metodi per la didattica del futuro, Pisa, 2013, 475-474.<\/p>\n<p>Cameron-Curry L.; Pozzi M.; Troia S.; Educare alla cittadinanza digitale, Tangram Edizioni Scientifiche, Trento, 2014.<\/p>\n<p>DIDAMATICA 2015 \u2013 ISBN 9788890540622<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Comune di Lecce; Lecce Open Data Contest, Comune di Lecce, 2015. Estratto il 20\/03\/2015, da http:\/\/dati.comune.lecce.it\/blog\/?p=114<\/p>\n<p>Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, a Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al comitato delle Regioni. Aprire l&#8217;istruzione: tecniche innovative di insegnamento e di apprendimento per tutti grazie alle nuove tecnologie e alle risorse didattiche aperte (COM 2013\/0654 final).<\/p>\n<p>Deloitte; Mind the gaps. The 2015 Deloitte Millennial survey, Deloitte, 2015. Estratto il 20\/03\/2015, da www2.deloitte.com\/content\/dam\/Deloitte\/global\/Documents\/About- Deloitte\/gx-wef-2015-millennial-survey-executivesummary.pdf<\/p>\n<p>Ferrari A.; Punie Y.; Brecko B. N.; DIGCOMP: A Framework for Developing and Understanding Digital Competence in Europe, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2013.<\/p>\n<p>Frabboni F.; Didattica e apprendimento, Sellerio, Palermo, 2006.<\/p>\n<p>Gramberger M.; Citizens as Partners, OECD Handbook on Information, Consultation and Public Participation in Policy-Making, Paris, 2001<\/p>\n<p>Raccomandazione 2006\/962\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l&#8217;apprendimento permanente [Gazzetta ufficiale L 394 del 30.12.2006, pag. 10].<\/p>\n<p>Rao A.; CMS releases first batch of high-level LHC open data, European Organization for Nuclear Research, 2014. Estratto il 20\/03\/2015, da http:\/\/ cms.web.cern.ch\/news\/cms-releases-first-batch-high-level-lhc-open-data<\/p>\n<p>Troia S.; Come si innova un Paese?, Innovatori PA, 2014. Estratto il 20\/03\/2015, da www.innovatoripa.it\/pointers\/2014\/06\/5421\/come-si-innova-un-paese<\/p>\n<p>Troia S.; Cameron-Curry L.; Pozzi M.; Dalla competenza digitale alla cittadinanza digitale: esperienze di apprendimento, DIDAMATICA 2014 Nuovi Processi e Paradigmi per la Didattica, Napoli, 2014, 867-876.<\/p>\n<p>Troia S.; Digital CLIL: la competenza linguistica nella societ\u00e0 digitale, www.girlgeeklife.com, 2013. Estratto il 20\/03\/2015, da www.girlgeeklife.com\/2013\/10\/ competenza-linguistica-societa-digitale\/<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>DIDAMATICA 2015 \u2013 ISBN 9788890540622<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;edizione 2015 di Didamatica \u00e8 stato presentato il contributo scientifico &#8220;Open Data To Be Proactive&#8221;. &#8211; \u00a0&#8211; In che modo la scuola forma cittadini (digitali)? Divenendo laboratorio di cultura digitale e di innovazione, partner di istituzioni e imprese. Il tema dei data non pu\u00f2 essere trattato in modo episodico nel percorso scolastico. Ciascun nuovo &#8230; <a title=\"Proposta didattica Open Data #Didamatica2015\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=2223\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Proposta didattica Open Data #Didamatica2015\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[68,76,91,136,198,223],"class_list":["post-2223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cittadinanza-digitale","tag-competenza-digitale","tag-contest","tag-didamatica2015","tag-formazione-docenti","tag-open-data-2","tag-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2223\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2155"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}