{"id":1982,"date":"2015-02-25T10:51:02","date_gmt":"2015-02-25T10:51:02","guid":{"rendered":"https:\/\/lacittadinanzadigitale.wordpress.com\/?p=1982"},"modified":"2015-02-25T10:51:02","modified_gmt":"2015-02-25T10:51:02","slug":"come-formare-smart-citizens-per-smart-cities-smwmilan-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadinanzadigitale.eu\/?p=1982","title":{"rendered":"Come formare smart citizens per smart cities? #SMWmilan #scuola"},"content":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 parlare di citt\u00e0 senza parlare di cittadini. Dunque, <strong>per citt\u00e0 smart occorreranno cittadini smart<\/strong>. A chi il compito di formarli? Come?<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019impresa non facile, ci muoviamo in un panorama che cambia repentinamente e ci chiede di <strong>sperimentare costantemente nuovi approcci<\/strong>.<\/p>\n<p>Purtroppo permane, forse perch\u00e9 ci rassicura, l\u2019idea che per innovare la scuola basti cambiare strumenti. Si tenta di far passare come traguardi accettabili il passaggio dal testo cartaceo all\u2019ebook o l\u2019introduzione delle LIM.<\/p>\n<p><strong>Come si sta innovando la scuola?<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Si cambia, sempre che i conti lo consentano, il vestito delle nostre scuole (tablet, laboratori informatici, postazioni multimediali, &#8230;).<\/li>\n<li>Ci si accorda sulla necessit\u00e0 dell\u2019alfabetizzazione digitale di docenti ed allievi e si realizzano per questo iniziative, sempre nelle modalit\u00e0 che i conti rendono possibili.<\/li>\n<li>Si riformulano gli obiettivi formativi\u00a0richiamando le <a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/education_training_youth\/lifelong_learning\/c11090_it.htm\">8 competenze chiave di cittadinanza <\/a><strong>(pur continuando a \u201cpreferire\u201d tra esse quelle pi\u00f9 vicine al nostro modello di scuola tradizionale)<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Accanto a questo si continua a lamentare la<strong> distanza tra scuola e mondo del lavoro<\/strong> e ci si affanna, per questo, a creare collegamenti.<\/p>\n<p>E poi? E poi non si ha il coraggio (o la voglia) di innovare veramente.<a href=\"https:\/\/lacittadinanzadigitale.files.wordpress.com\/2015\/02\/untitled-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-1987 alignleft\" src=\"https:\/\/lacittadinanzadigitale.files.wordpress.com\/2015\/02\/untitled-2.png?w=256\" alt=\"Untitled 2\" width=\"404\" height=\"471\" \/><\/a><\/p>\n<p>A chi suggerisce di portare nuovi temi al centro dell\u2019esperienza didattica, temi che guardano al presente e preparano al futuro (big data, open data, e-partecipazione,&#8230;), e auspica una maggiore attenzione a realizzare esperienze d\u2019apprendimento utili a <strong>far crescere in chi si forma il senso di iniziativa e di imprenditorialit\u00e0<\/strong>, si ripete il rassicurante mantra <em>\u201c\u00e8 necessario andare per step, ci sono altre priorit\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Come se dovessimo imparare una nuova lingua scegliamo l\u2019approccio didattico pi\u00f9 tradizionale: prima l\u2019obiettivo di far proprie le regole grammaticali a menadito e \u201cpoi\u201d la promessa di cimentarsi con l\u2019uso della lingua.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un problema. Alla velocit\u00e0 con cui il mondo, ormai pervaso delle tecnologie, cambia intorno a noi, <strong>mentre ci affanniamo a non perdere nessuno step e a fare le cose con ordine, lo scenario cambia<\/strong>. Ci\u00f2 che impariamo diventa obsoleto e siamo al punto di partenza.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che non abbiamo il coraggio di cambiare, siamo disposti a far evolvere, modificare in parte, ma senza muoverci troppo dalla nostra comfort zone.<!--more--><\/p>\n<p>Questi tentativi di stare al passo con i tempi riescono, probabilmente, a gratificare il nostro volerci sentire al passo con i tempi ma sono un tranello.<\/p>\n<p><strong>Una scuola innovata nell\u2019abito ma non nella sostanza non \u00e8 in grado di formare <em>smart citizens<\/em><\/strong>. Perch\u00e9? Perch\u00e9 al massimo riesce a formare buoni spettatori (forse buoni clienti), non certo attori (o cittadini).<\/p>\n<p><strong>Il timore di abbandonare la comfort zone non \u00e8 solo di chi opera nella scuola<\/strong>. Per innovare tutta la comunit\u00e0 deve essere pronta al cambiamento. Nonostante il tema scuola domini i dibattiti pubblici e ciascuno sembra possegga la ricetta del cambiamento utile, nel concreto<strong> l\u2019aula \u00e8 considerata un modo a parte<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Settore pubblico e privato dovrebbero invece vedere la scuola come partner.<\/strong> Laboratorio quotidiano di ricerca e di innovazione. L\u2019aggettivo quotidiano non \u00e8 a caso. Non sono utili per innovare, bench\u00e9 lodevoli, progetti realizzati in realt\u00e0 limitate e\/o in modo episodico.<br \/>\nSe l\u2019obiettivo \u00e8 popolare <em>smart cities<\/em> di <strong><em>smart citizens<\/em> <\/strong>questi vanno f<strong>ormati da un\u2019intera comunit\u00e0 che si incontra nella scuola e insieme definisce temi e modalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Favorire l\u2019incontro<\/strong> deve essere una <strong>priorit\u00e0<\/strong> percepita con la stessa intensit\u00e0 da chi opera nella scuola e da chi opera al di fuori, deve essere <strong>obiettivo condiviso<\/strong> perch\u00e9 finalizzato a formare soggetti in grado di poter contribuire, al meglio delle proprie capacit\u00e0, al benessere e crescita della comunit\u00e0 in cui sono inseriti.<\/p>\n<p><strong>Una scuola che sia \u201caffare\u201d solo di chi in essa lavora \u00e8 destinata a tradire il suo compito<\/strong> (di strumento per il miglioramento e l\u2019inclusione sociale) perch\u00e9 lontana dalla conoscenza diretta e reale del mondo.<\/p>\n<p>Quando le istituzioni pubbliche chiedono partecipazione qualificata alle consultazioni indette o le imprese ricercano risorse umane con cui condividere vision e mission aziendali a chi guardano?<\/p>\n<p><strong>Una scuola se fallisce, non lo fa da sola. Una scuola che si innova, non lo fa da sola.<\/strong><\/p>\n<p>I progressi tecnologici in atto non stanno cambiando solo la nostra esperienza individuale, stanno modificando il nostro modo di essere comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto oggi \u00e8 rete, connessione, socializzazione, collaborazione. <strong>Maggiore \u00e8 il numero di soggetti portatori di idee e competenze che entrano in relazione, maggiore \u00e8 la possibilit\u00e0 di produrre soluzioni innovative<\/strong>.<\/p>\n<p>La nuova (?) mission della scuola \u00e8 educare i nuovi cittadini digitali a crescere membri di una comunit\u00e0 in rete (<em>smart citizens<\/em> in <em>smart cities)<\/em>, formarli a saper agire le competenze disciplinari in contesti reali, guidarli ad <strong>immaginare il futuro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lasciare che la scuola educhi \u201cspettatori\u201d non \u00e8 un danno solo per i soggetti in formazione, \u00e8 un danno per l\u2019intera comunit\u00e0.<\/strong> Una rete composta da pochi \u00e8 destinata nel tempo a perdere slancio ed efficacia, perch\u00e9 non si autoalimenta attraverso il confronto tra punti di vista differenti.<br \/>\nIstituzioni ed imprese guardando alla scuola come partner hanno, inoltre, la possibilit\u00e0 di incontrare attraverso gli allievi nuovi punti di vista preziosi per migliorare politiche, servizi o prodotti.<\/p>\n<p>Come non notare l\u2019incongruenza?<br \/>\n<strong>La nostra societ\u00e0 concentrata a celebrare la partecipazione, l\u2019innovazione e la giovinezza non include attivamente i giovani nel processo di progettazione ed ideazione.<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo reale \u00e8 cosa seria, \u00e8 cosa da grandi. Sicuri che sia la strada giusta?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 parlare di citt\u00e0 senza parlare di cittadini. Dunque, per citt\u00e0 smart occorreranno cittadini smart. A chi il compito di formarli? Come? \u00c8 un\u2019impresa non facile, ci muoviamo in un panorama che cambia repentinamente e ci chiede di sperimentare costantemente nuovi approcci. 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